Addio Sepulveda, cantore della libertà

Luis Sepulveda, intellettuale cileno e mondiale, rivoluzionario scrittore della nostra contemporaneità, è andato via nel rumoroso silenzio di un’epidemia, la pesta del nostro secolo. Imbavagliato e attaccato ad una macchina ci ha lasciati nel modo più brutto possibile per uno abituato, dalla giovinezza, a metterci sempre la faccia, in prima linea, a combattere per le sue idee.

Passato qualche giorno dalla dipartita dello scrittore, ci lasciamo ad una riflessione sul più grande insegnamento di Sepulveda, portato in fondo fino ai suoi ultimi istanti di vita: la libertà. 

Da giovane Sepulveda fu guardia del corpo di Salvador Allende, capo socialista cileno, trucidato dal golpe di Pinochet. Non ritrattò mai le sue posizioni, visse incarcerato e subì torture ma sempre coerentemente alle sue idee. Liberato da Amnesty International, non si piegò, scelse l’esilio ma non il silenzio. Per essere libero, viaggiò tra Sudamerica ed Europa, si fece scrittore e continuò ad essere romantico, rivoluzionario, guerrigliero e infine visionario. Da quell’uscita dalle carceri cilene, dove era rinchiuso in pochi, stretti metri, sorvolò i venti e gli oceani e i suoi libri sono diventati dei grandi classici, per adulti e bambini, anche cartoni animati. Perché la grandezza di Sepulveda è stata proprio in quella impossibilità di categorizzare la sua opera. 

Ne scegliamo una, più di tutte, che è stata ed è esaltazione della libertà.  In “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” si racconta di una gabianella che, ricoperta di petrolio, non può più volare. Lascia il suo uovo, il suo lascito, ad un gatto, Zorba, che dovrà insegnare al futuro gabbiano l’arte del volo. Il contrario sarebbe stata la negazione della natura di un essere nato per volare. Zorba, come è noto, riesce a far volare il gabbiano adottato.

Inviolabile, sacra, innegabile: Luis Sepulveda ci ha insegnato, con una favola, quanto è importante la libertà, parte saliente della natura umana. E quanto sia contro la stessa natura ogni sua negazione. Non si baratta per nulla la libertà.

Grazie Luis, e buon proseguimento. Siamo sicuri che il tuo viaggio non è che agli inizi.

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