UN PRESIDENTE TRA GUERRA E PACE. OBAMA A OSLO PER IL RITIRO DEL NOBEL

UN PRESIDENTE TRA GUERRA E PACE. OBAMA A OSLO PER IL RITIRO DEL NOBEL

OSLO, 10 DIC. — È giunta la data di consacrazione di ciò che in molti considerano “un paradosso”, una strana decisione, controversa e fortemente dibattuta. Barak Obama, presidente degli Stati Uniti da circa un anno, oggi ha ritirato il Premio Nobel per la Pace ad Oslo, dopo pochi giorni dall’annuncio dell’invio di nuove truppe in Afghanistan. All’elenco dei molti importanti personaggi che hanno ricevuto questo prestigioso riconoscimento, ora si aggiunge anche un “presidente comandante”, comandante in capo dell’esercito più potente al mondo, impegnato attualmente in due guerre.
«So che altri lo avrebbero meritato più di me. Il mio obiettivo è di continuare su un cammino che non è importante solo per gli Stati Uniti ma per una pace duratura e per la sicurezza di tutto il mondo. In primo luogo l’impegno per avere un mondo libero dalle armi nucleari e poi per la stabilizzazione dell’Afghanistan», con queste parole Obama risponde ai giornalisti che gli chiedevano un parere sull’assegnazione del Premio, replicando ciò che aveva detto in occasione dell’annuncio di tale decisione da parte dell’Accademia di Oslo. Lo stupore, non privo di un certo imbarazzo, dunque, ha colto di sorpresa anche lui. Una posizione ambigua che il presidente ha cercato di non ignorare al discorso di conferimento avvenuto intorno alle 13, nel quale ha cercato di spiegare che cosa significa la guerra insieme con la constatazione che, non potendo gli Stati Uniti evitare del tutto le guerre, devono impegnarsi ancora di più affinché al mondo venga assicurata la pace nel modo più capillare possibile.
Durante la cerimonia sono stati consegnati ad Obama una medaglia, un diploma e un assegno di 1,4 milioni di dollari. Al termine seguirà il colloquio di Obama con il premier norvegese Jens Stoltenberg, l’incontro con i componenti della famiglia reale e, in serata, un banchetto al Grand Hotel con 250 invitati, patrocinato dal Re di Norvegia Harald.
Poco più di ventiquattro ore sarà la sosta del presidente nella capitale norvegese dove non sono mancate manifestazioni e appelli da parte di cittadini e attivisti volti alla sensibilizzazione, oltre che alla pace, anche a tematiche climatiche protagoniste in questi giorni a Copenhagen, prossima tappa di Obama.

Anna Minutillo

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