La vittoria di Bellanova: come funziona la regolarizzazione

regolarizzazione

Le lacrime della Bellanova già dividono, sulla tribuna dei social innescatasi dopo la conferenza di ieri. È successo alla lettura del punto più sentito – da un punto di vista non solo lavorativo, ma umano – del Decreto Rilancio. La regolarizzazione di gran parte dei 600 mila immigrati irregolari che attualmente vivono e lavorano in Italia. Il provvedimento interesserà le categorie di lavoratori più diffuse e anche più vessate dall’oscuro mondo del caporalato.

REGOLARIZZAZIONE DEI LAVORATORI IRREGOLARI, COME FUNZIONA

Lavoratori agricoli e nel settore dell’allevamento, coloro che si occupano dell’assistenza degli anziani e della cura della casa. Figure che popolano il nostro quotidiano nei gesti più ordinari, nell’aiuto concreto, ma che vivono e lavorano in condizioni deprecabili. La regolarizzazione, nel fine, trova un sinonimo: diritti. Ma come funzionerà, nella sua applicazione concreta? I datori di lavoro potranno regolarizzare i propri dipendenti, in alternativa i migranti irregolari, che avevano già lavorato nei settori citati sopra ma hanno perso il lavoro, otterranno un permesso di soggiorno di 6 mesi. L’eventuale rinnovo arriverebbe nel caso in cui trovassero un nuovo impiego.

LEGGI ANCHE: NINO CHIEDE DI VEDERE IL MARE, LA CROCEROSSA LO ACCONTENTA

Una svolta che sa di vittoria per i 150mila braccianti agricoli irregolari che vivono in Italia secondo le stime. Le condizioni di lavoro sono disumane per orari, compensi, abusi fisici e verbali e un’assistenza sanitaria inesistente. L’impossibilità di una ribellione è la catena che opprime i braccianti immigrati: vivere come fantasmi non aiuta la necessaria lotta al caporalato. Abolire e condannare i tratti di schiavitù che opprimono centinaia di lavoratori è il fondamento di uno stato di diritto.

TERESA BELLANOVA, DA BRACCIANTE A MINISTRO

Il punto oscuro è il condono del lavoro in nero. Nel comunicato del Governo si legge che: “I datori di lavoro possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri”. 

regolarizzazione

Di fatto, il Governo offre una sanatoria, in termini economici e giudiziari, ai datori di lavoro che impiegano in nero immigrati irregolari. Resta comunque una vittoria per Teresa Bellanova, bracciante e attivista prima di intraprendere la carriera in politica. Restituire dignità ai lavoratori irregolari, a 600 mila persone non riconosciute, ma che affollano costantemente il nostro quotidiano, è sicuramente una vittoria per una come lei.

Vittorio Perrone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.