Il Papa rivoluzionario

papa francesco

Basta poco, veramente, per mandare messaggi d’effetto che, in momenti drammatici della storia, seppur semplici e banali, risultino essere autentici gridi rivoluzionari. È quel che è successo con Papa Francesco praticamente negli ultimi anni, almeno una volta al mese. Il Papa argentino, della gente, per la gente, è l’ultimo baluardo di una umanità rassegnata e dimessa, colpita come forse non si aspettava dove forse non si aspettava. Nelle sue vulnerabilità più intime e profonde. Succede così, quando il nemico non lo vedi né lo senti.

Il Papa, che si è ripromesso più volte di rialzare la Chiesa da una crisi profonda in cui questa era caduta, intanto continua la sua rivoluzione silenziosa. Rivoluzionario, quanto d’effetto emotivo enorme, l’immagine del Santo Padre da solo, nel momento della benedizione Urbi et Orbi, invocare l’aiuto di Dio coperto, alle sue spalle, da una nube di tempesta che andava ad opporsi, misticamente, al candore dell’abito bianco del Papa e al crocifisso sfoderato in sua difesa.

Rivoluzionario, perché in questo momento di dramma e disperazione, è presenza fissa e costante e perché sta assolvendo al meglio al suo ruolo di capo politico e capo spirituale. Sembrerà poco ed invece vale tantissimo, soprattutto quando per tanto tempo si è accusato un distacco tra la Chiesa, il pastore, e la cristianità, il gregge.

Rivoluzionario perché ha istituito un fondo, ha donato 750mila euro e ci ha ricordato l’essenza stessa della parola di Dio: “Aiutare i poveri non è fare il comunista. È il Vangelo”. Ecco, la semplicità di ricordare il messaggio del Vangelo, con poche, semplici parole. Sembra poco, eppure è così, coi tempi che corrono. Rivoluzionario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.