Decreto ristori: in cosa consiste e a chi vanno gli aiuti

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 30-09-2019 Roma Politica Palazzo Chigi - Consiglio dei Ministri Nella foto Giuseppe Conte, Roberto Gualtieri Photo Roberto Monaldo / LaPresse 30-09-2019 Rome (Italy) Chigi palace - Council of Ministers In the pic Giuseppe Conte, Roberto Gualtieri

Martedì sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e quello dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli hanno presentato il “decreto ristori”, il primo importante provvedimento economico del governo per aiutare i lavoratori e le imprese colpite dalle nuove restrizioni per contenere la seconda ondata di contagi da coronavirus. Si tratta di un decreto da 5,4 miliardi di euro, che rinnova vari aiuti che erano stati decisi in primavera e ne dispone alcuni nuovi.

Sono finanziamenti senza necessità di restituzione per chi ha la partita IVA attiva e rientra in una delle categorie ATECO individuate come quelle colpite dalle ultime misure restrittive per il coronavirus. Saranno erogati automaticamente senza bisogno di farne richiesta per chi li aveva già ricevuti con il decreto bilancio, e successivamente a chi ne ha diritto e ne farà richiesta online. Gualtieri ha detto di sperare che tutti i bonifici siano erogati entro la metà di novembre.

DECRETO RISTORI, RISTORI AL 100%

Le due categorie che devono “accontentarsi” di ricevere lo stesso contributo dell’ultimo decreto sono solo due. Trasporto con taxi e trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente, entrambe scese in piazza, bloccando in alcune città anche il traffico in alcune zone.

RISTORI AL 150%

Molto variegato il gruppo che include i ristori al 150% e che va dalle gelaterie e pasticcerie, comprese quelle ambulanti. Poi tutto il settore dell’ospitalità, alberghi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, campeggi, affittacamere, agriturismo.

RISTORI AL 200%

Non solo ristoranti, ma anche le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole, il catering per banchetti ed eventi. Inoltre in questa tipologia di ristoro rientrano gli operatori dello sport e dello spettacolo. Palestre, club sportivi, piscine, stadi, cinema, sale da concerto, attività di supporto alle attività artistiche.

RISTORI AL 400%

C’è un’unica categoria: quella delle discoteche, sale da ballo, night club e simili. Evidentemente il governo ritiene che sia questa la categoria che ha ricevuto i danni maggiori.

DECRETO RISTORI, ALTRE MISURE

Il decreto prevede anche che sarà possibile richiedere il lavoro agile – il cosiddetto smart working – anche per i genitori con i figli tra 14 e 16 anni che siano costretti a stare in quarantena. E’ una delle norme a tutela dei lavoratori con figli che frequentano le scuole introdotta nel decreto Ristori che aumenta fino a 16 anni la possibilità finora prevista per i figli under14. Tra le norme anche quella che consente di ottenere, per uno dei genitori, l’astensione dal lavoro in caso di sospensione dell’attività didattica e di impossibilità di usufruire del lavoro agile.
Nel decreto ristori ammonta a 30 milioni di euro lo stanziamento per i tamponi rapidi per le varie regioni, oltre che un ‘fondo per il sostegno delle associazioni e società sportive dilettantistiche’, con una dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.