Ma dove eravamo quando uccidevano la sanità?

Nei giorni più tristi della recente storia dell’Italia Repubblicana, tra le tante cose che il popolo ha potuto appurare c’è sicuramente l’inefficienza di un sistema sanitario che, invaso da un virus misterioso, è arrivato con rapidità e senza sosta ad un centimetro dal baratro. E per il momento resiste, sperando un po’ negli interventi del Governo, un po’ nella clemenza del virus stesso e della sua natura. 

Sono stati giorni di morte e di lutti, di contagi e di poche speranze. Ma anche giorni di feroci polemiche, in pieno stile italiano. Quelle no, proprio non riusciamo a metterle da parte. Sono stati anche i giorni dell’abuso della parola democrazia, sconosciuta ai più, ma utilizzata nella quasi totalità dei discorsi fatti nel quotidiano. “Una democrazia si vede dal sistema sanitario”; “Il sistema sanitario deve essere garantito per democrazia”; e poi ancora: “È anti-democratico il tampone a chi sì e a chi no”. E giù di lì, discutendo sui vari valori semantici della parola democrazia. Pensieri, peraltro, anche condivisibili da questa prospettiva ma nulli se si cambia punto di vista. E si va a mettere mano sui dati che, come insegna la storia della carta, parlano chiaramente. E per il dramma sanitario parlano grafici e tabelle: dov’eravamo noi e dov’era la democrazia quando massacravano la sanità (assieme all’istruzione)? Per molti la parola non esisteva. 

La spesa, in termini di sanità, dal 2000 ad oggi è aumentata, passando da 71 a 114 miliardi. Dal 1997 al 2015 l’Italia ha visto tagli sulla sanità del 51%, nell’ultimo decennio, la sanità e la salute sono state sacrificate in nome di leggi finanziarie e quadri di bilancio: sono stati in totale  sottratti 37 miliardi alla sanità pubblica. Il che ha spedito l’Italia all’ultimo posto nella classifica europea su spese e investimenti per la sanità pubblica. Oggi, in piena emergenza, si è tornati a parlare di fondi alla sanità; di assumere medici e infermieri senza concorso. Perché ci si è resi conto forse che la qualità di una nazione si misura su certi parametri. Non è troppo tardi, meglio che mai, come si suol dire. Eppure forse qualcosa poteva andare meglio se la sanità fosse stata efficiente, in Italia?

Lo chiediamo a voi, lettori, e ai nostri governanti: Presidenti di Consiglio, Senatori, Governatori, Sindaci, che per un ventennio hanno distrutto al posto di costruire.

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