Misure di emergenza

Nella serata di ieri il Governo ha varato ancora una volta ulteriori misure per far fronte all’emergenza da Coronavirus che non blocca la sola nazione, ma tutti i suoi cittadini e le loro attività. E la situazione si è trasformata in un qualcosa di francamente surreale, facendo emergere anche scene che, in un momento del genere, fanno rendere conto quanto drammatico sia il momento. Si è arrivati al punto che, in alcuni casi, non si può nemmeno mettere il piatto a tavola, come si suol dire in gergo.

Per questo, in conferenza stampa del sabato sera, Conte e Gualtieri, numero uno del MEF, hanno varato misure straordinarie per far fronte all’altra crisi, non sanitaria né economica ma alimentare. I beni di prima necessità non mancheranno e le attività ad essi collegati resteranno aperte ma alle persone va garantito il diritto di poter fare spesa e provvedere a loro stessi. E Conte ha stabilito da subito che ai Comuni vadano 4,3 miliardi di euro uniti a 400 milioni per i buoni spesa. È una risposta del Governo, anche alle tante critiche, invero in alcuni punti ingiustificate, mosse dalle opposizioni e da milioni di cittadini che chiedevano sicurezza e stabilità. Ed è una misura che francamente, mai come ora, unita alla gestione della pandemia, dovrebbe farci sentire fieri di essere italiani.

Buoni spesa tra i 3 e i 400 euro per chi non può acquistare regolarmente ai supermercati saranno affidati alla Protezione Civile, incaricata della distribuzione. Una risposta concreta, di “presenza”, dello Stato che non lascia, per dirla col Papa, in balia della tempesta i suoi cittadini. È un momento storico, per il Paese, in cui potere temporale e potere spirituale in sinergia stanno dando ognuno le sue risposte. Peccato che stoni, in un momento così, l’assenza ed il silenzio dell’Unione Europea. Unione di interessi, non di popoli. Ma oggi, almeno, possiamo sentirci onorati di dirci italiani, prima ancora che europei.

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