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AUTOBOMBA A REGGIO: L’OBIETTIVO NON ERA NAPOLITANO, ARRESTATO UN AFFILIATO DELLA COSCA FICARRA-LATELLA

REGGIO CALABRIA, 22 GEN. - E’ stato arrestato questa mattina Francesco Nocera, 45 anni, il carrozziere che ieri aveva denunciato il furto dell’auto nella quale era stato ritrovato materiale esplosivo e che aveva fatto temere per la visita del Presidente Napolitano a Reggio Calabria.

In base alle prime indiscrezioni, l’auto si trovava in realtà nell’officina del carrozziere da diversi giorni; l’uomo ne aveva denunciato il furto un’ora e mezza prima del ritrovamento. Gli investigatori ritengono in questo momento che l’auto fosse stata data “in prestito” per compiere un’azione criminale; il carrozziere, infatti, viene considerato persona contigua alle cosche, affiliato della Ficarra- Latella della ‘ndrangheta. L’esplosivo presente nella vettura, tuttavia, non avrebbe niente a che vedere con la visita del Capo dello Stato a Reggio.

L’autobomba sarebbe stata abbandonata in tutta fretta proprio a causa dei controlli cui la zona stava per essere sottoposta a causa dell’arrivo del Presidente.
Secondo quanto si apprende, a carico del carrozziere è emerso un “quadro indiziario grave, univoco e concordante in ordine al reato di favoreggiamento personale aggravato”. In particolare, Nocera avrebbe omesso di riferire circostanze che avrebbero dato la possibilità di identificare le persone che avevano collocato l’auto con l’esplosivo.

AUTO PRONTA PER AZIONE ‘NDRANGHETA - Il Comando Provinciale di Reggio Calabria dei carabinieri riferisce che l’automobile ritrovata ieri, a soli 500 metri dal percorso che poco dopo avrebbero seguito il Presidente Napolitano e la sua scorta, doveva servire “per un’azione delittuosa di tipica matrice ‘ndranghetistica interrotta dalla consistente presenza di forze dell’ordine in quella zona”.
Sulla vettura, una Fiat Marea di colore nero, parcheggiata lungo via Ravagnese, sono state trovate armi (due pistole e due fucili) e due bombe dotate di miccia, insieme a due litri di gasolio, tre passamontagna e guanti in lattice. Le armi erano con il colpo in canna e gli ordigni erano pronti all’uso.

Giuliana Sias

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