CASO ENGLARO: STOP DEL GIP ALLE INDAGINI SUL PADRE DI ELUANA

CASO ENGLARO: STOP DEL GIP ALLE INDAGINI SUL PADRE DI ELUANA

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UDINE, 11 GEN. – Si conclude con l’archiviazione delle indagini sul padre Beppino e su tredici operatori sanitari che sospesero le cure l’ultimo atto della storia tragica di Eluana Englaro, la donna di morta il 9 febbraio 2009, dopo diciassette anni di coma vegetativo, in seguito all’interruzione di idratazione e alimentazione nella clinica La Quiete di Udine.

L’accusa per il padre della donna, in coma in seguito a un grave incidente automobilistico avvenuto nel 1992, era quella di omicidio volontario, mentre per i componenti dell’equipe medica coinvolta, guidata dall’anestesista Amato De Monte, si ipotizzava il reato di concorso in omicidio volontario aggravato. Il 26 novembre scorso la Procura della Repubblica aveva chiesto l’archiviazione delle indagini, in particolare dopo il deposito di una perizia sull’encefalo di Eluana eseguita dai neurologi Fabrizio Tagliavini di Milano e Raffaele De Caro di Padova, in cui si affermava che ”i danni neuropatologici osservati erano anatomicamente irreversibili”

Nel decreto emesso dal Gip di Udine Paolo Milocco si legge che la morte della giovane non e’ stata “conseguenza di pratiche diverse da quelle autorizzate e specificate nei provvedimenti giudiziari”. L’equipe medica de La Quiete aveva infatti sospeso le operazioni di idratazione e alimentazione della paziente applicando il protocollo stabilito dalla Corte d’Appello di Milano. Quindi, secondo il giudice per le indagini preliminari, “la prosecuzione dei trattamenti di sostegno vitale di Eluana Englaro non sarebbe stata legittima”.

”Io sono sempre stato tranquillo, se si può usare questo termine considerando la tragedia che ho vissuto – ha commentato Beppino Englaro – Ho sempre detto che agivo e avrei agito solo nelle legge e nella giustizia e questo mi è stato riconosciuto”.

Isabella Baricchi

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