BUFERA SUL CARDINALE BARRAGAN: “GAY E TRANS ALL’INFERNO”

BUFERA SUL CARDINALE BARRAGAN: “GAY E TRANS ALL’INFERNO”

ROMA, 3 DIC. – “Omosessuali e trans non entreranno nel Regno dei cieli”: a porre lo sbarramento per la vita ultraterrena è il cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente Emerito del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, in un’intervista rilasciata al sito Pontifex. Per il cardinale “non si nasce omosessuali, ma lo si diventa. Per varie cause, per motivi di educazione, per non aver sviluppato la propria identità nell’adolescenza, magari non sono colpevoli, ma agendo contro la dignità del corpo, certamente non entreranno nel Regno dei Cieli, perchè tutto quello che consiste nell’andare contro natura e contro la dignità del corpo offende Dio”. Il cardinale messicano esprime dunque parole inequivocabili, che arrivano proprio nel pieno della campagna mediatica che in queste settimane tende a ledere la dignità del mondo transessuale. Barragan cita San Paolo quando parla di persone “impure” abbandonate a “passioni infami”, martirio di coloro che hanno “disprezzato la conoscenza di Dio”. Sostiene dunque che “l’omossessualità è un peccato, ma questo non giustifica alcuna forma di discriminazione. Il giudizio spetta solo a Dio, noi sulla Terra non possiamo condannare e come persone abbiamo tutti gli stessi diritti”.
Non si sono fatte attendere reazioni differenti dalla linea di pensiero vaticana. Puntuale quella di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, il quale ironicamente si dichiara felice di non dover ritrovare nell’aldilà questi proclami accusatori e queste ridicole teorie sulla sessualità.  “La gerarchia vaticana torna a colpire la dignità delle persone lgbt e lo fa in un momento in cui aumentano le violenze contro le persone omosessuali e le campagne mediatiche contro la dignità delle persone transessuali”, aggiunge Mancuso. La critica alle parole del cardinale è ferma: “Le donne, gli e le omosessuali, le/gli trans consapevoli e liberi non entreranno mai nel vostro Regno dei Cieli, che è un luogo oscuro e ingiusto”.
Nell’intervista Javier Lozano Barragán si è anche scagliato contro l’uso della pillola Ru486 e coloro che praticano l’aborto, definendolo “un crimine, un delitto e merita una punizione”. Autorizzare la diffusione della pillola corrisponderebbe, secondo il cardinale, alla liberalizzazione della vendita delle armi. La sua invettiva non risparmia neanche l’uso della pillola in ambito ospedaliero: “credo che la sorveglianza medica non cambi affatto la sostanza: si tratta sempre e comunque di un mezzo abortivo e come tale, rappresenta una violazione gravissima della vita”.

Valerio Assalve
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