BAMBINI COSTRETTI A MANGIARE IL LORO STESSO VOMITO: ARRESTATE DUE MAESTRE

BAMBINI COSTRETTI A MANGIARE IL LORO STESSO VOMITO: ARRESTATE DUE MAESTRE

Sembra incredibile, eppure lo storico “metodo montessori” veniva applicato non proprio alla lettera da due maestre di un nido di Pistoia che costringevano i bimbi a mangiare il loro vomito e li schiaffeggiavano con violenza.

PISTOIA, 2 DIC. – Sono state arrestate questa mattina presso l’asilo nido ‘Cip-Ciop, la responsabile Anna Scuderi, 41 anni, e l’insegnante Elena Pesce, 28 anni, entrambe residenti a Pistoia. Probabilmente in seguito ad una segnalazione, la Questura aveva
piazzato una serie di telecamere all’interno dell’edificio per potere valutare con esattezza quali metodi venissero utilizzati dalle maestre del nido. Questa mattina, sconcertati, gli agenti della Mobile hanno visionato un filmato in cui un bambino di 8-10 mesi che vomita, riceve degli schiaffi sulla nuca da parte dell’educatrice. Il bimbo cade sul suo stesso vomito, la maestra lo solleva con violenza per un braccio. Grazie a questa prova inconfutabile la polizia ha provveduto all’arresto in flagranza di reato. “Davanti a questa immagine ripresa dalle telecamere che avevamo installato nella scuola – ha detto il procuratore Renzo Dell’Anno – non potevamo attendere oltre. Dovevamo tutelare i bambini e non potevamo permettere altri maltrattamenti”. Presso il nido “Cip e Ciop”, gestito dalla società ‘Il Giardino dell’Infanzia’ di cui è titolare Anna Scuderi, le sevizie nei confronti dei piccoli ospiti non finiscono qui. Il procuratore rivela che tra i maltrattamenti che i filmati della questura hanno registrato ci sono anche scappellotti ai bambini, pressione sulla bocca al momento dei pasti e obbligo di mangiare il vomito.

LA REAZIONE DEI GENITORI. Tuttavia ciò che crea maggiore stupore in questa storia è la reazione dei genitori. Regna
in generale grande incredulità tra madri e padri dei bambini che frequentano il nido, ma in qualche caso le mamme dimostrano addirittura solidarietà nei confronti delle maestre accusate di sevizie. E’ questo, ad esempio, il caso della signora Greta Mazzei, madre di un bimbo di due anni, che dichiara: “Prima di iscrivere mio figlio all’asilo nido avevo raccolte tutte le informazioni sulla scuola. La maestra Laura era descritta come una persona rigida, ma tutti mi avevano detto che i suoi metodi educativi erano validi. In questi mesi mai mi sono accorta che qualcosa non andava e mio figlio è sempre stato sereno. Voglio esprimere solidarietà alle maestre. Qualche volta mio figlio mi raccontava che la maestra Laura lo aveva brontolato, ma niente di più”. Davanti alla scuola, subito dopo l’arresto, si è creato un capannello di genitori che testimoniano stupiti: “I bambini non si sono mai lamentati. Sapevamo di alcune denunce ma per noi non avevano senso siamo confuse. Abbiamo appreso la notizia dalla tv, mentre il Comune aveva cominciato a contattarci. Un papà, invece per dimostrare la bontà delle insegnanti ha detto: “Quando mio figlio, a casa, piangeva per una bizza gli dicevo che se non avesse smesso il giorno dopo non lo avrei mandato all’asilo”. Dal portone dell’asilo nido esce una mamma visibilmente adirata e grida più volte vergogna verso i poliziotti che da tempo sostano davanti al cancello del nido. “Si, ho gridato vergogna verso i poliziotti perchè non si compiono azioni di questo genere davanti a bambini piccoli nel pieno dell’attività, potevano usare altri metodi”.

Sembrerebbe però che gli agenti avessero delle ottime ragioni per ritenere in così grave pericolo i bambini.

Giuliana Sias

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