BRENDA, SI INDAGA PER OMICIDIO VOLONTARIO: LE “MISTERIOSE” MORTI DEL CASO MARRAZZO

BRENDA, SI INDAGA PER OMICIDIO VOLONTARIO: LE “MISTERIOSE” MORTI DEL CASO MARRAZZO

Nel Transgender Day Of Remembrance, il transessuale Brenda, che conobbe le luci della ribalta per essere stata coinvolta nell’affaire Marrazzo, viene inspiegabilmente ritrovata morta carbonizzata all’interno della sua abitazione.

ROMA, 20 NOV. – A 32 anni Brenda muore in circostanze misteriose: il luogo della tragedia è il suo appartamento in Via Due Ponti, a Roma.
Il transessuale di origine brasiliana viene ritrovato privo di vita disteso su un letto a soppalco di otto metri quadri, grande quasi quanto l’intero appartamento che ne conto 10, di metri quadrati.
Brenda è seminuda, ha la faccia rivolta contro il pavimento. In base alle prime indescrezioni, sul suo corpo non sarebbero presenti segni di violenza.
Ed ancora, accanto al cadavere viene rinvenuta una bottiglia di whisky e, poco distanti, delle valige pronte.
Brenda stava per salpare l’ancora? Dove era diretta? Ma soprattutto, perchè voleva fuggire dall’Italia?

In base alle prime ricostruzioni, l’incendio che le costerà la vita, divamperebbe da un borsone, vicino alla porta d’entrata. La combustione, lentissima, deve aver fatto perdere i sensi al trans ed infine deve averlo ucciso.
Nella notte i vicini di casa hanno sentito del trambusto all’interno dell’appartamento. Poi le fiamme, alte e incontenibili, contro le quali niente possono i soccorsi dei vigili del fuoco.
Sono le 4 del mattino, Brenda muore per asfissia. O almeno, questo è quanto per ora si crede più plausibile, anche se i magistrati attendono gli esiti dell’autopsia per poter essere in grado di fornire delle risposte certe.

LE VIOLENZE E IL FURTO. Quasi da subito la versione del suicidio non regge. A pesare come un macigno sulla possibilità che si tratti di omicidio volontario, una strana circostanza che ha come protagonista proprio Brenda, appena dodici giorni fa.
E’ l’8 novembre. Brenda riporta delle ferite al volto dopo una rissa nella quale viene coinvolta “per caso”. I carabinieri la fermano in uno stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcoolici. Brenda inizia a battere forte il capo contro una vettura parcheggiata lì vicino, così viene accompagnata in ospedale dove, ancora molto turbata, minaccia il personale sanitario con un paio di forbici da medicazione. Con quelle stesse forbici, in un insensato masochismo, si ferisce anche le braccia.
In base alla sua testimonianza, Brenda quella sera sarebbe stata assalita da un gruppo di ragazzi dell’Est Europa che le avrebbero sottratto la borsetta per restituirgliela subito dopo senza il cellulare.

BRENDA COME CAFASSO? Sale a due il numero delle morti sospette legate al caso dell’ex governatore della regione Lazio, Piero Marrazzo. Nel settembre scorso era stato misteriosamente ritrovato morto il pusher/protettore Gianguarino Cafasso, stroncato da una overdose di cocaina.
Sarebbe lui l’autore del video incriminato, che ritraeva Marrazzo in compagnia di Natalie e di alcune strisce di coca.
La morte di Cafasso aveva insospettito gli inquirenti ed oggi, a questo mistero, si sommano quelli che avvolgono la morte di Brenda.

BRENDA E MARRAZZO. Quale era il ruolo di Brenda all’interno dell’inchiesta sul caso Marrazzo, è lo stesso ex governatore a spiegarlo ai pm il 2 novembre scorso: “Ho avuto incontri di questo tipo con un’altra persona, un certo Brenda, nome che ho letto sui giornali in questi giorni e che mi sembra di ricordare. Nell’occasione di un incontro con Brenda ricordo che è passato anche un altro trans di cui non rammento il nome. Mi sembra che ho avuto solo due incontri con Brenda. Né Brenda o Natalie – aveva aggiunto l’ex governatore – mi hanno mai chiesto del denaro o ricattato in relazione a foto o video che mi ritraevano. Non sono a conoscenza di video o foto scattate da Brenda in occasione di questi incontri ma il mio stato confusionale negli stessi dovuto all’assunzione occasione della cocaina non mi mette in condizioni di saperlo. Non ricorso se ho dato a Natalie degli assegni per pagare le sue prestazioni, assegni poi restituitimi in cambi di contanti”.

VLADIMIR LUXURIA è la prima a commentare a caldo la tragedia: “Brenda non si è suicidata, poteva essere vista come una persona troppo scomoda”. Così si è espressa Luxuria, la prima parlamentare italiana transgender, commentando la morte di Brenda. “Nella giornata del Transgender day of Remember in ricordo di tutte le vittime trans della violenza – spiega Luxuria – viene trovato il corpo carbonizzato di Brenda. Io ho sentito le prime dichiarazioni che parlano di suicidio e del fatto che lei avrebbe mostrato l’intenzione di suicidarsi. Confido nelle indagini – prosegue Luxuria – tuttavia so in cuor mio che di suicidio non si è trattato, perchè sono successe troppe cose che mi lasciano perplessa sulla casualità. Pochi giorni fa era stata picchiata, le hanno sottratto il cellulare con tutti i numeri e i messaggi – sottolinea Luxuria – Mi viene il sospetto che probabilmente qualcuno sapeva che Brenda sapeva. Forse c’era qualche altro nome di politico importante che Brenda frequentava”.

La Procura di Roma indaga per omicidio volontario. Le domande alle quali si tenta di fornire una risposta sono tante. L’aggressione subita da Brenda lo scorso 8 novembre, cosa nasconde in realtà? Perchè Brenda stava per lasciare in fretta e furia l’Italia? Aveva paura? E se si, di cosa? Di chi? Perchè il suo computer è stato ritrovato completamente immerso nell’acqua? Cosa tentavano di nascondere i suoi assassini? Di quale scomoda verità era titolare il trans? Ed infine, esiste un rapporto tra la morte di Cafasso e quella di Brenda?

Giuliana Sias

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