13ENNE IN COMA DOPO TENTATO SUICIDIO. AVEVA SCRITTO SUL DIARIO: “MENO BULLISMO PIU’ FELICITA'”

13ENNE IN COMA DOPO TENTATO SUICIDIO. AVEVA SCRITTO SUL DIARIO: “MENO BULLISMO PIU’ FELICITA'”

BOLOGNA, 6 NOV. – Ancora gravissime le condizioni del 13enne che ieri si è lanciato dalla finestra della scuola. Vittima di bullismo? La madre giura di no.

“Non capisco perché si è buttato giù, non ha senso. L´anno scorso è stato bocciato, forse non voleva deluderci un´altra volta, ma è tutto così assurdo”. Sono queste le uniche parole che la madre del ragazzino di 13 anni che ieri aveva tentato il suicidio buttandosi da una finestra della sua scuola, in via Montello, riesce a pronunciare in ospedale.

Non riesce a darsi pace, ma soprattutto una spiegazione, sua madre.
Un poliziotto, al reparto di Rianimazione, le racconta che tutto pare sia partito da un rimprovero da parte di una professoressa che lo avrebbe sorpreso con delle sigarette.
Ma la madre è ancora sotto choc, vede la sua creatura lottare tra la vita e la morte, così si innervosisce: “Cosa? Che c´entrano le sigarette? Solo questo, non è possibile. Non voglio crederci”.

Quando la scuola l’ha chiamata per avvisarla dell’accaduto, la signora si è precipitata all’ospedale, da sola. A farle compagnia, poco più tardi, la madre di un compagno di classe del figlio. Il padre del 13enne, infatti, si trova in Germania per motivi di lavoro. Appena la moglie gli ha raccontato, lui avrebbe voluto prendere la macchina e guidare anche tutta la notte pur di raggiungere il più in fretta possibile la sua famiglia. Ma è stato meglio di no, ” in quelle condizioni chissà come avrebbe guidato”. Così aspetta un volo e la moglie, in attesa di poterlo abbracciare, scoppia a piangere, “non riesce ad arrivare, è lontano, per lavoro”.

Il giovane ragazzo è in coma, le sue condizioni rimangono gravissime. Sul suo diario una frase che insospettisce gli agenti della polizia: “Meno bullismo, più felicità“. In realtà, spiega la madre, “ha scritto quella frase perché gli insegnanti avevano dato agli alunni il compito di inventare degli slogan contro il bullismo. E´ così.”.
La polizia però non perde di vista questa pista. E se la ragione del gesto disperato fosse da ricercare nel fatto che il ragazzo era stato preso di mira da qualche compagno? Nella speranza che le sue condizioni migliorino e possa lui stesso spiegare le ragioni del tentato suicidio, gli agenti continuano a perquisire la sua camera, alla ricerca di qualche indizio.

Giuliana Sias

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