I Fondi entrano in Serie A: cosa sono e come cambiano i diritti TV Accordo raggiunto tra i club di Serie A e i fondi di private equity: in arrivo 1,7 miliardi di euro. Ecco cosa cambia

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In queste ore la Serie A è stata protagonista di una svolta. I 20 club del massimo campionato hanno trovato uno storico accordo all’unanimità con il consorzio CVC-Advent-FSI, che porterà nelle casse della Lega 1,7 miliardi di euro in cambio del 10% delle quote della nuova media company. Per dirla in parole semplici: la Serie A fa un passo avanti importante per la creazione di un business moderno e più solido, avvicinandosi al modello delle principali leghe straniere, come ad esempio la Premier League.

I Fondi entrano in Serie A: cosa sono e cosa cambia

La domanda che la maggior parte delle persone si sta ponendo, per capire esattamente con chi si è messa in affari la Serie A, è: cosa sono i fondi e quale impatto potranno avere nel calcio? Il private equity è un tipo di investimento utilizzato nei casi di aziende non quotate in borsa, come ad esempio la media company del campionato italiano di calcio. Si tratta di una società legata alla Lega Serie A (ma a gestione separata) nata lo scorso ottobre, che avrà il compito di produrre e distribuire i contenuti del campionato, come ad esempio i diritti televisivi.

I fondi di private equity sono investitori disposti a stanziare il proprio denaro per sostenere questo tipo di aziende, dalle quali ci si aspetta un grande potenziale di crescita. Si tratta di investimenti a medio-lungo termine, con una durata predefinita: l’accordo tra Lega Serie A e il consorzio CVC-Advent-FSI, ad esempio, prevede che quest’ultimo non possa uscire dall’accordo prima di sei anni. In cambio, gli investitori ottengono una parte delle quote dell’azienda e un ruolo attivo nella sua gestione.

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Perché la Serie A ha bisogno dei Fondi

Il campionato italiano affronta da tempo delle difficoltà economiche, che inevitabilmente ha fatto perdere terreno nei confronti delle altre principali leghe europee come Premier League, Liga e Bundesliga. L’obiettivo era ormai da tempo quello di ristrutturare il business della Serie A per aumentarne il valore. La crisi dovuta dalla pandemia da Coronavirus ha reso tutto più urgente.

La maggior parte dei soldi nel calcio vengono ottenuti tramite i diritti televisivi, per cui la costituzione di una media company è un fattore decisivo di questo progetto. La nuova società dovrà produrre contenuti mediatici che possano essere commercializzati in Italia e all’estero. La creazione di un’azienda di questo tipo, però, richiede grandi investimenti che la Serie A non può affrontare da sola. Di qui la necessità di ricorrere a investitori esterni.

Bisogna chiarire che i fondi di private equity non avranno alcun peso sulle questioni sportive: si limiteranno a gestire, assieme alla Lega, l’aspetto mediatico del campionato. Questo influirà principalmente su chi trasmetterà le partite della Serie A, in Italia e nel mondo. Il denaro così guadagnato dalla media company verrà in parte ridistribuito tra i club del campionato in base alle rispettive quote (ancora da definire e da qui ci si aspetta un’altra battaglia, ndr), andando ad aumentare i loro profitti rispetto al momento attuale.

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Cosa prevede l’accordo

Nello specifico l’accordo prevede un investimento di 1,7 miliardi di euro da parte di CVC-Advent-FSI in cambio del 10% delle quote della media company. A questa cifra si aggiungono 1,2 miliardi di linea di credito a cui i club potranno accedere. Le due parti dovranno poi indicare un amministratore delegato, scelto dal consorzio, ma con una clausola di gradimento da parte della Serie A.

Il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino, ha però tenuto specificare che “non c’è ancora nulla di definitivo“. La Serie A non ha ancora preso alcun accordo vincolante, ma solo approvato un piano proposto dal fondo CVC-Advent-FSI. Nei prossimi mesi verrà stilato un contratto che dovrà essere approvato, raggiungendo il closing, previsto per l’inizio del prossimo anno. Il primo compito della media company sarà l’assegnazione dei diritti tv 2021-2024, un vero e proprio banco di prova per il nuovo progetto commerciale del brand Serie A.

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