Elezioni Usa 2020: condizioni, scenari, possibili conseguenze

Le elezioni Usa 2020 per decretare il nuovo presidente sono probabilmente le più strane della storia: avvengono mentre in tutto il mondo scorre una seconda ondata di Covid-19 e l’infezione continua ad allargarsi nel Vecchio e nel Nuovo continente mettendo ogni settore e ogni stralcio di vita quotidiana in ginocchio, mentre le politiche economiche e i mercati finanziari studiano un modo per sanare o quantomeno tamponare la ferita profondissima causata dall’emergenza sanitaria, e mentre nuovi scenari geopolitici si fanno spazio. Le scelte degli americani elettori, dunque, diventano una variabile importante per capire se e come gli Stati Uniti proveranno a spingere il mondo fuori da una crisi globale senza precedenti.

ELEZIONI USA 2020, LE CONDIZIONI

Ora, però, It’s the final countdown. La strada che porterebbe sia Donald Trump che Joe Biden alla Casa Bianca passa per Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, i tre Stati che già quattro anni fa assegnarono la vittoria al presidente. In tutti e tre Donald Trump aveva un ampio vantaggio, ma in Wisconsin e in Michigan Biden ha recuperato e ora conduce. Il risultato non è inatteso, dato che un numero esorbitante di voti (quasi 102 milioni) sono stati espressi prima dell’Election day, e molti di essi sono arrivati per posta: il conteggio dei voti espressi per posta è molto laborioso  e diverso da Stato a Stato.

POSSIBILI SCENARI E CONSEGUENZE

Ma al di là delle possibili combinazioni elettorali che porterebbero l’uno o l’altro alla vittoria, quali sono i possibili scenari e le conseguenze, anche a livello internazionale, delle elezioni Usa 2020? La pandemia ha certamente reso più complicata la campagna elettorale di entrambi i candidati, portandoli anche a mettere da parte alcune questioni di politica estera. Non è detto però che questo possa influenzare i risultati in maniera importante.

Ci sono stati, però, certamente, dei cambiamenti significativi che potrebbero essere decisivi per l’esito delle elezioni: tra questi, il fatto che l’affluenza delle persone che appartengono alle minoranze potrebbe essere più alta del solito. Questo, chiaramente, giocherebbe a sfavore di Trump, il quale, come è noto, ha sempre adottato una politica che portasse a stringenti misure, in materia di immigrazione e non, proprio nei confronti di quelli che sono i gruppi di minoranza distribuiti tra i vari stati. I repubblicani stanno facendo il possibile per limitare l’affluenza, soprattutto nei quartieri “non bianchi” che favoriscono i democratici. In Texas, ad esempio, il governatore ha approvato un provvedimento che prevede un solo punto di raccolta per contea per chi vuole votare per posta.

Ma, a prescindere dal risultato, le elezioni saranno contestate da chi uscirà sconfitto: sui mezzi d’informazione, nelle strade e, probabilmente, anche presso la Corte Suprema. Di conseguenza, non sorprende che i mezzi d’informazione siano pieni di supposizioni sulla “violenza post-elettorale”, e si parli perfino di una “seconda guerra civile”, ipotizzando un possibile colpo di stato di Trump che, paradossalmente, si rifiuterebbe di lasciare il suo incarico. Molto dipenderà dalla reazione dell’opinione pubblica, sui mezzi di informazione e nelle piazze, e da quanto si farà per incentivare l’applicazione della legge. Anche nel caso in cui Biden arrivasse a occupare la Casa Bianca, tuttavia, la sua presidenza contrastata da una maggioranza di stati controllati dai repubblicani che alimenterebbero il senso di ribellione.

Un altro possibile scenario sarebbe quello in cui Trump dovesse perdere di nuovo il voto popolare, ma vincere le elezioni grazie al sistema elettorale. Trump vedrebbe nella sua rielezione una forma di rivincita della sua campagna, provando a riconfigurare in maniera determinante sia il Partito repubblicano sia la democrazia e lo stato americano. Ancora, Biden potrebbe vincere in maniera schiacciante gettando nello scompiglio il Partito repubblicano.

Le elezioni negli Stati Uniti hanno conseguenze significative anche per il resto del mondo, Europa compresa. Trump è estremamente impopolare in Europa, sia tra i politici sia tra gli elettori. Biden ha detto con chiarezza che ripristinerà la politica statunitense della difesa attiva e della promozione della democrazia e dei diritti umani in tutto il mondo. Questo è chiaramente preferito al tacito consenso di Trump a favore dei regimi autoritari.

Difficile stabilirlo adesso, in un totale clima di incertezza. Serviranno ore e forse giorni. Per comprendere come si evolverà la nuova realtà politica globale, non resta che aspettare.

Alessandra Santoro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.