Qual è la situazione delle terapie intensive in Italia?

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Qual è la situazione delle terapie intensive in Italia? I numeri della pandemia ci richiamano ancora una volta ad un’attenzione particolare, più oculata, verso un futuro che ora si prospetta preoccupante. Con l’arrivo dell’inverno il rischio di una drastica seconda ondata aumenta di giorno in giorno. Era logico prevedere misure più ferree nelle regioni più colpite. Lombardia e Campania hanno già istituito il coprifuoco. In tutta la Nazione, i ricoveri int terapia intensiva aumentano di 66 unità.

TERAPIE INTENSIVE IN ITALIA, LA SITUAZIONE

I motivi dell’allarmismo vanno ricercati proprio nella pressione che la seconda ondata effettuerà sul sistema sanitario nazionale. I piani del decreto rilancio e del decreto agosto sono stati disattesi in larga parte. Il Governo aveva infatti stanziato 600 milioni per potenziare e ampliare i posti di terapia intensiva, che hanno bisogno di strumenti sofisticati come ventilatori polmonari e di personale specializzato. Ad oggi, però, si registrano 1.250 posti di terapia intensiva, per un totale di 6.458.

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Numeri inferiori rispetto ai 3.500 circa che il decreto agosto aveva ipotizzato. A quasi otto mesi da inizio emergenza, a cinque dal decreto di maggio, i lavori sono in ritardo o in larghi casi ancora fermi, a causa delle lungaggini burocratiche che hanno bloccato i fondi e le gare d’appalto. Inoltre, l’assenza di dialogo tra il Governo e le autorità regionali si palesa nelle parole del ministro Speranza e del sottosegretario Arcuri. Il governo avrebbe mandato 3.059 ventilatori polmonari alle Regioni per reparti covid e terapie intensive mai attivate.

CORONAVIRUS IN EMILIA-ROMAGNA

Sono dieci le regioni sulla cui sanità la seconda ondata andrà a gravare pesantemente. La più a rischio è la Campania, che ha già iniziato l’opera di riconversione di interi reparti in reparti covid. In ambito nazionale la previsione è raccapricciante. A questi ritmi, c’è la possibilità che nei primi giorni di novembre si occupino già i 2/3 dei posti di terapia intensiva in tutta la Nazione.

Altre 9 regioni a rischio: Abruzzo, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta. In Lombardia oggi riapre l’ospedale in Fiera, che accoglie i primi sei pazienti e i primi membri del personale sanitario. In Emilia-Romagna la situazione è da monitorare ma i ricoveri in terapia intensiva sono stabili. Restano 86, a fronte di un allestimento di circa 641 posti, come previsto dall’accordo con il Governo. La percentuale è di 14 posti di terapia intensiva ogni 100 mila abitanti.

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