Tra delusioni e disastri annunciati: quale allenatore rischia prima l’esonero? Torino, Fiorentina ma anche Inter e Juventus: tante squadre non convincono e in qualche caso già si parla di esonero

allenatori serie a esonero

Sono già state giocate quattro giornate in Serie A e, tra il caso Juventus-Napoli e la lite a distanza tra Ronaldo e Spadafora, questo campionato ha già fatto discutere tanto. Eppure (per fortuna) a scatenare il dibattito in queste ore è quanto l’ultimo turno di campionato ha proposto. Un Milan sorprendente, il Sassuolo entusiasmante e un Napoli devastante.

Inter, dubbi su Conte: Allegri è alla finestra

Ma se un gruppo di squadre in testa ovviamente sorride, c’è un’altra faccia del campionato che di motivi per sorridere ne ha ben pochi. Tra questi c’è l’Inter di Antonio Conte, indicata un po’ da tutti come la vera favorita per la vittoria dello scudetto. I nerazzurri restano – per molti – la squadra da battere, anche più della Juventus, visto l’anno di esperienza con Conte in panchina.

Però le lacune mostrate dai meneghini in queste prime gare sembrano evidenti. Già 8 gol subiti in 4 partite, una fragilità difensiva che fa dubitare sulla bontà del progetto e soprattutto del mercato condotto dai nerazzurri. Marotta e Ausilio hanno accontentato Conte in tutte le proprie richieste, ma la scelta di acquistare Kolarov – uno dei migliori terzini dello scorso anno – per poi farlo giocare da difensore centrale lascia non pochi dubbi. L’Inter resta la squadra più attrezzata per portare a casa il tricolore, ma senza i dovuti accorgimenti difensivi difficilmente questa squadra riuscirà a centrare l’obbiettivo scudetto. Ad oggi parlare di Conte sulla graticola sarebbe esagerato, ma intanto Allegri è sempre lì in agguato che aspetta.

La Juventus ha fiducia in Pirlo

Anche Andrea Pirlo non se la passa benissimo. La sua Juventus è il ritratto della confusione. La stessa confusione che ha accompagnato la società in sede di mercato, dove piuttosto che l’acquisto dell’ennesimo esterno offensivo, sarebbe servito intervenire acquistando un laterale mancino. Giocare in Serie A con gli esordienti Frabotta e Portanova, con tutto il rispetto, può rappresentare un rischio. E così è stato contro il modesto Crotone. Per giudicare il lavoro dell’allenatore occorrerà aspettare ancora un po’ di tempo, anche se a Torino di solito ne concedono ben poco. Pirlo sarà difeso dalla società, che l’ha scelto nonostante lo scetticismo generale, ma sin dai prossimi match sarà necessario un cambio di rotta.

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Quale allenatore di Serie A rischia l’esonero? Iachini in difficoltà

E se per Conte e Pirlo parliamo più di provocazione che di reali rischi di esonero, le panchine di Serie A che davvero potrebbero saltare sono quelle di Fiorentina e Torino. Iachini a Firenze è stato confermato, ma lo scetticismo attorno al suo nome era percepibile già da tempo. Il pareggio ottenuto contro lo Spezia, facendosi rimontare ben due reti di vantaggio, ha fatto storcere il naso alla società. La sensazione è che la squadra allestita sia di ottima qualità, ma la guida tecnica al momento non è riuscita a tirare fuori tutto il potenziale dai calciatori. Inoltre anche la tenuta mentale della squadra lascia a desiderare, con la seconda remuntada subita in appena quattro partite. E intanto a Firenze c’è già chi invoca il nome di Sarri.

Giampaolo sulla graticola: possibile che sia lui il primo esonero in Serie A

Anche Gotti a Udine non se la passava benissimo, ma la vittoria nei confronti del Parma è una boccata d’ossigeno per il tecnico, che come previsto ha potuto giovare dei recenti acquisti messi a segno dal club friulano. Acquisti che invece non sono arrivati al Torino, che ora rischia davvero la rivoluzione in panchina. Giampaolo non ha avuto i calciatori richiesti. Vero, ma l’organizzazione mostrata dalla sua squadra è davvero poca cosa. Belotti a parte, questo Toro non ha anima. Non c’è gioco. Lo zero in classifica con l’ultimo posto in solitaria è l’emblema di quanto mostrato fino ad ora: nulla. Mortificante per il tifo granata, che merita ben altri spettacoli. E quando le cose non vanno, purtroppo si sa, a pagare è quasi sempre l’allenatore. Qualche altra volta, invece, diventa una scelta necessaria.

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