Lo scudetto lo vincerà chi avrà meno contagi: che campionato è mai questo? Aumentano i casi da Covid-19 tra i calciatori di Serie A: ha senso giocare in queste condizioni?

coronavirus serie a

Continua ad aggiornarsi, purtroppo con aumenti, il numero di casi di Coronavirus riscontrati tra i calciatori di Serie A. Gli ultimi due contagi, in ordine di tempo, sono quelli di Gunter del Verona e Ashley Young dell’Inter. E sono proprio i nerazzurri a preoccupare in questo momento. La squadra di Conte è arrivata a ben 6 calciatori contagiati. Oltre al già citato Young, anche Bastoni, Skriniar, Nainggolan, Gagliardini e il portiere Radu hanno contratto il Covid-19.

Coronavirus Serie A, il protocollo fa acqua da tutte le parti

A sei giorni dal derby con il Milan, in casa Inter si fa la conta dei calciatori disponibili. Con il timore di un cluster come quello accaduto al Genoa che si nasconde dietro l’angolo. Il protocollo stilato tra i club di Serie A parla chiaro: con 13 calciatori disponibili, di cui almeno 1 portiere, la squadra in questione può scendere in campo. Sotto la soglia di questi giocatori disponibili, la società in questione può richiedere il rinvio del successivo match in calendario. Possibilità concessa per una ed una sola volta. Non di più. Pena la sconfitta con il 3-0 a tavolino del club. Accordo firmato da tutti i presidenti di Serie A in un evidente momento di poca lucidità o sotto effetto allucinogeno. Altrimenti non si spiega come sia possibile firmare un accordo, diciamolo senza giri di parole, così stupido e senza senso alcuno.

Vero, il calcio in qualche modo doveva andare avanti, e per questo sono state prese decisioni drastiche. Ma probabilmente, quando il protocollo è stato approvato qualche settimana fa, non si aveva la percezione che i casi Covid in Italia stessero per aumentare in tal misura. Ergo, le regole vanno riviste in base a quella che è la curva dei contagi. E soprattutto perché in un campionato dove la regolarità dovrebbe regnare sovrana, non si può pensare di alterare la competizione in maniera così evidente.

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Coronavirus Serie A, a vincere il campionato sarà chi avrà meno contagi

L’esempio dell’Inter cade a pennello. La squadra di Antonio Conte, anche per il calciomercato compiuto, è stata indicata da tutti i grandi esperti come la reale antagonista della Juventus per la lotta allo scudetto. Chiaro che, qualora i casi Covid dovessero aumentare, i nerazzurri si ritroverebbero costretti a giocare dal protocollo sopra menzionato. E che competizione sarebbe privare un club di calciatori afflitti da un virus e costringerli a giocare? Disonesta e poco leale. Punto.

Lo sport non è business. Non sempre, almeno. La competitività non può venir meno. E questa non può essere decisa, o condizionata, dai contagi da Covid. Andando avanti di questo passo, lo scudetto (ma anche gli altri obiettivi come le qualificazioni europee o la retrocessione) sarà assegnato in base alla squadra che avrà meno contagi. Non la più forte o la più costante. Ma la squadra più “fortunata”. E spiace dirlo, ma in un campionato fatto di 38 giornate, ovvero dove la costanza fa emergere il più forte, il fattore vincente non può essere l’indice di positività dei calciatori.

Bisogna già iniziare a pensare ai playoff

Ecco perché, qualora non dovesse migliorare la situazione epidemiologica in Italia, la soluzione migliore per salvaguardare la competitività della Serie A potrebbe essere quella di un format che preveda meno partite. Ovvero i famosi playoff e playout.

La soluzione è già al vaglio della FIGC e prevederebbe il termine del girone d’andata. A quel punto le prime 8 o 10 squadre della regular season andrebbero a giocarsi il tricolore e la qualificazione alla zona europea. Le altre invece giocherebbero per salvare la categoria ed evitare la retrocessione. Una traccia da seguire, soprattutto in questo momento storico del nostro campionato, già contaminato da polemiche e problemi. E si sono giocate (nemmeno per intero) soltanto tre giornate.

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