Lockdown mirati a tempo in ambito regionale, come funzionano? La Campania rischia, le novità del dpcm

nuovo lockdown

L’idea di un nuovo lockdown per ora non è neanche sul tavolo, ma parliamoci chiaramente: esiste la possibilità. I numeri del Coronavirus in Italia sono in netto aumento e, sebbene cresca la percentuale di asintomatici e migliori il tracciamento dei positivi, bisogna tenere la guardia altissima. 5.372 sono i nuovi positivi nel bollettino del 9 ottobre. Non sono i numeri di marzo, le terapie intensive non sono intasate come sette mesi fa ma serve ora uno sforzo collettivo che parta dalle istituzioni e arrivi ai cittadini.

NUOVO LOCKDOWN? ZONE ROSSE SOLO REGIONALI, LOCKDOWN IN CAMPANIA?

A preoccupare principalmente è che la nuova ondata stia colpendo territori che avevano risposto benissimo al primo contagio e che erano arrivati a contagio zero in estate. La Campania anche ieri ha registrato l’aumento più significativo (769 tamponi positivi). Un nuovo lockdown sul territorio nazionale è da escludere, ma nel dpcm che sarà pubblicato tra cinque giorni ci si aspettano misure drastiche. Al di là delle possibili chiusure anticipate delle attività commerciali come bar e ristoranti, c’è il rischio concreto di mirati lockdown regionali. In cosa consiste? Identificare territori ristretti a rischio, in cui istituire una zona rossa di 14 giorni. Se entro le due settimane la situazione dovesse migliorare, la limitazione sarebbe interrotta. Se, invece, i numeri dei contagi dovessero salire, la zona rossa sarebbe ampliata anche ai confini limitrofi.

Il primo caso sarebbe quello della Campania, la regione più colpita da questa seconda ondata. Il governatore Vincenzo De Luca ha chiarito che la possibilità di una chiusura forzata regionale esiste. Con un aumento di 800 contagi al giorno (contando tamponi positivi e sottraendo guariti e deceduti) diventerebbe una realtà tangibile. Una decisione che De Luca in persona non può attuare, perché sconfina dalle sue responsabilità, ma che sarebbe inevitabilmente prevista nel nuovo dpcm.

CORONAVIRUS IN EMILIA-ROMAGNA

In Emilia-Romagna ieri i tamponi positivi erano 276, ma Bonaccini predica accortezza a Radio24: “Se il contagio aumenterà e troveremo situazioni più preoccupanti si dovrà essere pronti a eventuali maggiori restrizioni, sostiene dall’alto della sua carica di presidente della Conferenza delle regioni. Il blocco inter-regionale negli spostamenti è realtà, ma prima il ministro Boccia dovrà incontrare le regioni per trovare un punto d’incontro. Altre misure del dpcm comprendono il potenziamento dello smartworking (tutti gli uffici avranno la possibilità di far lavorare i propri dipendenti da remoto) e ulteriori limitazioni a spettacoli ed eventi di aggregazione.

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