Niente Juventus-Napoli, penalità e campionato: ora cosa succede? Saltata la sfida di campionato, si apre una frattura tra Governo e FIGC: cosa rischiano gli azzurri e cosa succede ora al campionato

juventus napoli cosa succede

Juventus Napoli non si è giocata, ma ora cosa succede? Questa è la domanda più ricorrente delle ultime ore. Già, perché ciò che (non) è successo allo Stadium apre uno scenario tutto nuovo per il campionato, con una frattura che si apre tra il Governo e il Calcio.

L’Asl di Napoli ha fermato il club azzurro, procedimento giudicato corretto dai ministri della Salute, Roberto Speranza, quello dello Sport, Vincenzo Spadafora, e dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS) dello Stato. Negli ultimi giorni, infatti, il numero di contagiati nel nostro paese è salito in maniera vertiginoso, cosa che ha messo in allarme il Governo. L’intervento delle Asl, che bypassa il protocollo stilato dalla FGC, mette a serio rischio il prosieguo del campionato. Il motivo? Non ci sono date utili per il recupero dei match, visto il calendario già congestionato.

Perché Milan e Atalanta sono scese in campo?

Altra domanda alla quale tocca rispondere è quella relativa ai casi analoghi di Crotone-Milan (due casi di Covid tra i rossoneri) e Atalanta-Cagliari (un positivo in casa bergamasca). Perché le Asl hanno concesso la disputa di questi match? Detto che le decisioni delle Aziende Sanitarie Locali varia da Regione a Regione, il caso di Juventus-Napoli differisce per un importante aspetto: i partenopei hanno giocato contro il Genoa che, nel corso della settimana, si è trasformato in un club focolaio, con addirittura 22 membri positivi al Coronavirus. Ecco perché la prudenza dell’Asl di Napoli non può che essere sottoscritta. La sanità pubblica ha la precedenza su un match di calcio e questo è bene ricordarlo.

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Le Asl hanno l’autorità per bloccare una partita?

Per capire cosa succederà la domanda che conta è un’altra: le Asl hanno la competenza per intervenire? La Figc e la Lega Serie A sono sicure: assolutamente no. Perché se l’Asl ha l’autorità di vigilare sulla salute regionale, è più incerto che possa andare contro una legge statale, ovvero il protocollo firmato dal ministro della Salute e dal Cts. Ora però lo stesso Cts ha detto che il giudizio dell’Asl ha priorità su quello della FIGC. Insomma, una matassa da sbrogliare. Per farlo le istituzioni del calcio e del governo dovranno lavorare all’unisono per mettere a punto un nuovo protocollo.

Juventus Napoli, ora cosa succede ai partenopei?

Ma intanto – visto il regolamento in vigore – c’è da capire quali saranno le conseguenze della mancata presenza del Napoli all’Allianz Stadium. I partenopei attenderanno il giudizio del Giudice Sportivo, che dovrebbe applicare sanzioni importanti: si va verso il 3-0 a tavolino e anche la possibilità di un ulteriore danno per i partenopei affliggendo la penalità di un punto in classifica.

Ovviamente De Laurentiis procederà per vie legali ricorrendo prima alla Corte d’Appello federale e successivamente al collegio di garanzia dello sport. E solo dopo al Tar o al Tas. Il Napoli farà valere la prevalenza del comunicato dell’Asl. E baserà la sua difesa su una frase contenuta nel regolamento emesso dalla Lega sul caso Genoa-Torino: “Fatti salvi eventuali provvedimenti delle autorità statali e locali“. E l’autorità delle Asl è stata certificata – come detto in precedenza – dai Ministri Spadafora, Speranza e dal CTS.

Chiaro che l’intervento incontrollato delle Asl potrebbe far saltare vari match, mettendo a repentaglio il prosieguo del campionato. Qualora ciò dovesse accadere ancora, la FIGC potrebbe prevedere un piano B come l’inserimento dei playoff tanto invocati nella scorsa stagione. La sensazione è che comunque Juventus-Napoli sia stato soltanto l’inizio di un nuovo campionato: quello delle carte bollate. L’immagine del calcio italiano, intanto, ne esce ancora una volta mortificata.

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