Sorprese, certezze e delusioni: cosa ci hanno detto le prime due giornate di Serie A Le prime due giornate di campionato hanno messo in luce tre squadre, nel bene e nel male

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Finalmente campionato. La Serie A è ripresa e sono già andate in scena due giornate. Poche per dare giudizi definitivi sulle squadre fin qui scese in campo, anche perché il calciomercato è ancora aperto, ma abbastanza per dare una prima, importante, impressione.

Serie A, la certezza Atalanta

Ad essersi confermata ad altissimo livello è subito l’Atalanta. La squadra di Gasperini ha mostrato i soliti pregi e difetti. Ovvero una squadra micidiale in avanti, che lo scorso anno ha viaggiato stabilmente sulla cifra di tre reti a partita. Contro il Torino, in piena media, sono stati 4 i gol rifilati alla squadra di Giampaolo. Non ha convinto a pieno la tenuta difensiva, la squadra subisce troppo e in un campionato così lungo si rischiano di lasciare punti preziosi per strada. Resta la fluidità del gioco, la velocità del giro palla e l’efficacia con gli inserimenti di esterni e centrocampisti. Insomma, la Dea si candida prepotentemente al ruolo di mina vagante per la lotta scudetto.

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Sorpresa Napoli, la squadra di Gattuso sogna in grande

Chi per ora ha sorpreso, ovviamente in positivo, è il Napoli di Rino Gattuso. “Ringhio” ha trasformato squadra e calciatori, rigenerando i vari Koulibaly e Lozano. Ha saputo ricompattare il gruppo dopo gli scontri nello spogliatoio dello scorso anno con esponenti della società, ha ridato fiducia ai giocatori e soprattutto sta ricostruendo un’identità di gioco. Il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1, con un potenziale offensivo di primissimo livello, nel quale sta risultando decisivo anche il neo acquisto Osimhen, può proiettare nuovamente gli azzurri nelle prime file della classifica. E dire che nessuno ci avrebbe scommesso 1 euro, soprattutto dopo il settimo posto dello scorso anno.

Menzioni di stima vanno a Benevento e Sassuolo. Due formazioni che stanno proseguendo un lavoro iniziato nella scorsa stagione e che, grazie all’apporto delle rispettive società sul calciomercato e delle idee dei rispettivi tecnici, hanno mostrato impronte di gioco ben precise. Caratteristiche che, alla lunga, pagano.

Serie A, la delusione si chiama Torino

La grande delusione al momento è rappresentata dal Torino. Giampaolo è un allenatore particolare, ha idee che si sposano con calciatori specifici. Giocatori che invece non sono stati acquistati. E i risultati rispecchiano l’approssimazione avuta sul mercato dalla società. I granata, Belotti a parte, sono sembrati una squadra spaesata e che non sa bene cosa fare. Di questo passo i progetti di Europa di inizio stagione potranno lasciare solo spazio alla ricerca di una tranquilla salvezza.

Fiorentina, che spreco. L’Inter conferma di essere l’anti-Juve

Una battuta anche sulla Fiorentina, che a Milano contro l’Inter ha mostrato di avere il potenziale per una formazione da vertice o comunque in grado di ambire ad un piazzamento UEFA. La qualità, però, non sempre basta. Ad un’auto veloce va abbinato un pizzico di coraggio (e forse follia) da parte del pilota. E in questo caso a guidare la squadra è l’allenatore. Le scelte di Iachini di rinunciare a Koumé, Chiesa e Ribery, forse i tre migliori in campo in casa viola a San Siro, avevano già fatto storcere il naso in presa diretta. Chissà quanto a fine partita, dopo il ribaltone degli uomini di Conte. La vittoria di una Inter che si conferma, per voglia e ferocia, la prima antagonista della Juventus per la vittoria dello scudetto.

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