Le mascherine monouso possono diventare un problema serio per l’ambiente? Le mascherine inquinano?

le mascherine inquinano

Le mascherine inquinano? Sono entrate nell’immaginario collettivo e nella quotidianità con una scarica di veemenza improvvisa e spesso mal digerita. Prendere o lasciare, decide la legge: le mascherine monouso e quelle lavabili sono obbligatorie e neanche le manifestazioni di protesta faranno cambiare le linee guida. Diminuiscono i rischi nella trasmissione del Covid-19, certo. Ma presentano un pericolo che in pochi avevano calcolato. Ovvero: le mascherine monouso inquinano. Quelle chirurgiche, di fatto le più accessibili sul mercato per costi e reperibilità, sono composte di polipropilene, poliestere e nylon

LE MASCHERINE INQUINANO: GLI STUDI E I NUMERI SULLE MASCHERINE CHIRURGICHE MONOUSO

Non è altro che plastica, un problema ben noto per l’ambiente. Nessun pericolo per la salute, ma in quanto a sostenibilità le mascherine chirurgiche pongono diversi problemi. Esiste la possibilità che contengano materiale infetto e dunque è impossibile riciclarle. Finiscono per danneggiare diversi ecosistemi, principalmente quello marino: diverse associazioni ambientaliste hanno segnalato una massiccia presenza di mascherine (e guanti) disperse in mare.

Le prime immagini delle mascherine nel Mediterraneo furono diffuse già a maggio dall’associazione Opération Mer Propre. I numeri sono preoccupanti: secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Science and Technology, dall’inizio della pandemia vengono usati e poi gettati 129 miliardi di mascherine e 65 miliardi di guanti al mese (per approfondire).

Gepostet von Opération Mer Propre am Sonntag, 31. Mai 2020

Il problema principale è che non esiste un vero metodo per lo smaltimento delle mascherine: queste, infatti, impiegano 450 anni circa per decomporsi. E intanto vengono gettate nell’ambiente e nei casi in cui l’inciviltà è latente abbandonate in strada. Da Legambiente sostengono che sia proprio l’inciviltà il catalizzatore nella creazione di una vera e propria emergenza. Secondo lo studio la produzione di questi rifiuti in Italia è di circa 70 mila tonnellate annue, pari “appena” allo 0,23% di quelli urbani normalmente raccolti e smaltiti. Per l’Ispra, con tutti i dispositivi di produzione si arriva a 300 mila tonnellate annue.

MASCHERINE LAVABILI DI STOFFA E MASCHERINE IN CANAPA

L’inciviltà, dunque, è il primo nemico. Detto che la salute delle persone e il contenimento dell’emergenza siano logicamente passate in primo piano, si può essere solidali con il pianeta anche nella gestione dell’emergenza. Come? Innanzitutto informandosi su dove gettare le mascherine.

Le nostre mascherine in tessuto naturale sono un prodotto artigianale made in Italy, sono state realizzate senza l’uso…

Gepostet von Maeko tessuti & filati naturali am Donnerstag, 2. April 2020

In secondo luogo, cercando soluzioni con mascherine lavabili. La Maeko, azienda tessile italiana, ha creato un’alternativa: mascherine in fibra di canapa, distribuite poi ad alcuni ospedali. Già all’inizio della fase due, il Corriere della Sera scriveva: “In pratica a Capodanno avremo consumato e buttato nella spazzatura almeno 1 miliardo e 200 milioni di mascherine“. Numeri duri da digerire, specie senza un corretto metodo di smaltimento. Pensare soluzioni alternative non è irresponsabile verso la salute umana. È anzi un dovere nei confronti del pianeta. Così come evitare di gettare le mascherine in strada, convinti che non faccia alcuna differenza.

Vittorio Perrone

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