Perché TikTok è stato vietato in America?

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TikTok vietato in America, ora è ufficiale. Negli USA non sarà più possibile scaricare l’applicazione che ha letteralmente travolto il mondo dei giovani. Dal 20 settembre l’app sparirà dagli store di Android e iPhone. Chi l’ha già installata è al sicuro: resterà salda sul cellulare, ma non riceverà più aggiornamenti. Chi, invece, ancora non l’ha scaricata, non potrà più da lunedì. Una decisione drastica contro un social network apparantemente innocuo. Inizialmente conosciuto come musical.ly. TikTok è una piattaforma lanciata nel 2016 dagli sviluppatori della ByteDance, azienda informatica con sede a Pechino. Permette ai giovani di cimentarsi in brevi video, con un’ampia scelta di montaggi, musiche e tematiche.

PERCHÉ TIKTOK VIETATO IN AMERICA?

Su TikTok si balla, principalmente, si canta, si scherza e talvolta si invita a far riflettere o addirittura si informa. Si crea – soprattutto – discussione nel mondo esterno: sui trends del momento, sugli effetti che può causare a lungo andare, sull’incapacità dei giovani di focalizzarsi su altro e staccare gli occhi dallo schermo. Lo scrolling delle pagine, l’overdose di video propinati con una facilità imbarazzante, possono risultare dipendenti. Uno tira l’altro, mai detto fu più azzeccato. E c’è chi sui balletti e il lancio delle tendenze ci ha creato un business e s’è reinventato tiktoker (sì, pare sia una professione). In Usa, però, la stangata. Ecco, l’interrogativo è sacrosanto: perché in America hanno vietato TikTok? Un social innocuo, all’apparenza, ma un provvedimento che Trump stesso ha motivato con la sicurezza nazionale.

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Il social è infatti sviluppato da ByteDance, che ha – come citato – stretti legami con la Cina. Nella nota del Dipartimento del Commercio si legge che tali misure “proteggono gli utenti negli Stati Uniti eliminando l’accesso a queste applicazioni e riducendo notevolmente la loro funzionalità”. La paura, infatti, è che i dati personali degli utenti americani vengano poi condivisi in qualche modo con il governo cinese. I rapporti tra Washington e Pechino, d’altronde, sono storicamente deleteri. “Ciascuna app raccoglie vaste aree di dati dagli utenti, inclusa l’attività di rete, i dati sulla posizione e le cronologie di navigazione e ricerca”, spiegano dal Dipartimento. Dati che, in un secondo momento, finirebbero nelle mani dei servizi segreti cinesi.

TIKTOK BANNATO DEFINITIVAMENTE A NOVEMBRE?

E sebbene ByteDance si sia sempre difesa da accuse di legami con la Cina, Trump non si fida. Per salvare la versione americana di TikTok ByteDance e l’azienda Oracle dovrebbero raggiungere un accordo a cifre tra i 20 e i 50 miliardi di dollari. Non è ben chiaro se la nota del Dipartimento del commercio sia un annuncio definitivo o una sorta di “minaccia” per portare i negoziati dalla parte degli USA. Tuttavia, nel caso in cui non si dovesse raggiungere un accordo, le misure sarebbero presto inasprite: entro novembre, infatti, se i dati degli utenti americani non saranno gestiti da aziende locali, TikTok smetterà di funzionare definitivamente. Lo stesso destino capiterà ad un’app molto meno popolare, WeChat.

Il rischio per l’app di messaggistica è meno ingente, anche perché gli utenti sono in numero inferiore e i dati meno sensibili. Non è la prima volta che si paventa la chiusura definitiva di TikTok e non sempre il motivo è stato di sicurezza nazionale. Alcune tendenze, infatti, sono state profondamente discusse: la holocaust challenge, in cui gli utenti impersonavano superstiti della shoah, ha indignato profondamente la comunità ebraica globale. La Benadryl Challenge avrebbe portato all’uccisione di una quindicenne in Oklahoma: aveva ingerito notevoli quantità di antistaminico.

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