“60 o 90 giorni di lockdown per bloccare il Covid” – le ipotesi di uno studio spagnolo Due medici catalani propongono la loro ricetta per fermare una seconda ondata di Covid-19

L’emergenza Coronavirus torna a spaventare: gli ultimi casi nelle scorse settimane hanno portato ad una esponenziale aumento delle preoccupazioni, al punto che si comincia già a tenere il fiato sospeso per una futura seconda ondata autunnale.

Come è noto gli esperti sono spaccati sulla questione: c’è chi crede in una effettiva riproposizione del Covid-19 nel prossimo autunno-inverno e chi invece sostiene si tratti di una mera ipotesi peraltro non comprovata da alcun dato scientifico. In Italia molti sposano la linea di Andrea Crisanti: il Covid-19 non sparisce in una sola estate. Intanto ci si interroga sul futuro, col Premier Conte che ha rincuorato tutti parlando di adozione di misure meno drastiche rispetto a quelle di marzo scorso. Intanto dalla Spagna arriva un altro studio, che suggerisce una cura preventiva: rilanciare il lockdown per trenta o sessanta giorni di modo da evitare una seconda ondata.

L’idea iberica prevede l’applicazione di un lockdown “precoce”, prima che si raggiunga un eventuale picco. Nelle intenzioni di questi studiosi la quarantena dovrebbe durare, come già avvenuto, non più di due mesi. Ne sono sicuri Leonardo Lopez e Xavier Rodò, medici del Barcelona Institute for Global Health, nella loro ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Human Behaviour.

Il presupposto della ricerca è semplice: il Sars-CoV-2 ha diminuito la sua virulenza ma continua a circolare, come dimostra l’altissimo numero di asintomatici. Gli scienziati catalani hanno così spiegato che il virus è andato in una sorta di periodo di latenza in estate ma che, con una diminuzione delle misure di sicurezza, potrebbe riesplodere.

Lo studio precisa che con un lockdown vicino ai novanta giorni si contrasterebbe in maniera efficace la crescita dell’epidemia: “I risultati suggeriscono che i blocchi dovrebbero rimanere in atto per almeno 60 giorni per prevenire la crescita epidemica”, hanno fatto sapere i due sopracitati medici.

 

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