Ebru Timtik, l’attivista turca morta per difendere il suo grido di libertà Proteste per la morte dell'attivista turca di 42 anni. Da 238 giorni aveva iniziato uno sciopero per la fame per difendere i suoi diritti

Ebru Timtik ha pagato con la vita la sua richiesta di un processo equo. Così come Helin Bölek e Ibrahim Gökçek, i due musicisti della band Grup Yorum morti la scorsa primavera, anche Ebru, 42 anni, si dichiarava innocente. Per dimostrarlo aveva iniziato uno sciopero della fame alla morte dopo che era stata condannata a 13 anni di reclusione per appartenenza a un’organizzazione criminale. Da 238 giorni consumava solo acqua zuccherata, tisane e vitamine, al momento del decesso, giovedì, pesava 30 kg. Non mangiava perché voleva un processo equo, una protesta cui si era unito anche il collega Aytac Unsal. Entrambi facevano parte dell’Associazione contemporanea degli avvocati, un gruppo di estrema sinistra specializzato nella difesa di casi politicamente delicati. In particolare, Timtik aveva difeso la famiglia di Berkin Elvan, un adolescente morto nel 2014 per le ferite riportate durante la repressione delle proteste di Gezi Park nel 2013.

Solo un mese fa, un tribunale di Istanbul aveva rifiutato di scarcerare la donna, nonostante un referto medico indicasse che il suo stato di salute non le permetteva più di restare in carcere.

EBRU TIMTIK, LE PROTESTE

La morte di Ebru ha suscitato indignazione e rabbia. Quando il suo corpo ha lasciato il Consiglio di medicina legale di Istanbul, dopo l’autopsia, senza che la famiglia potesse accompagnarlo, sono scoppiati tafferugli tra la polizia e la folla che voleva omaggiarla. Una cerimonia si è tenuta tuttavia davanti al foro della città, poi una preghiera in un luogo di culto islamico, mentre centinaia di persone hanno scandito “Ebru Timtik è immortale”.

La sua fine scuote la comunità internazionale e l’opposizione turca. Cittadini sono scesi nelle strade a Istanbul per protestare contro la sua morte avvenuta senza il rispetto – dicono – dei diritti umani e senza un equo processo. Folla anche al suo funerale dove la polizia ha lanciato lacrimogeni. “Ebru Timtik è morta sotto i nostri occhi”, ha twittato Sezgin Tanrikulu, deputato del Chp, la principale forza di opposizione al presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “L’abbiamo persa a causa della coscienza cieca della giustizia e della politica. Il suo unico desiderio era di avere un processo equo e onesto”, ha aggiunto. “Ebru non ha mai rinunciato al suo grido di libertà. Un grido che nella comunità internazionale tutti devono sentire”, ha scritto su Facebook David Sassoli, presidente del Parlamento europeo.

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