Cosa succede se c’è un contagio in classe? La normativa Riapertura che rischia di slittare, non mancano criticità. Ma in caso di contagi la normativa è chiara

Riapertura scuole che continua a tenere banco nel dibattito in Italia. Cosa succederà, all’indomani della più grave crisi sanitaria dei tempi moderni? La discussione continua e mentre si parla di banchi e aule aggiuntive che non ci sono, con presidi e dirigenti che hanno già denunciato le carenze logistiche e strutturali, la ministra Azzolina sta preparando senza sosta i ritorni tra i banchi.

Intanto i dubbi arrivano da più parti e per molti il discorso scuola è stato fin da subito impostato con poca chiarezza. Tutto si basa, stando alla denuncia dell’infettivologo Andrea Crisanti, su una prevenzione passiva e il tutto esclude un piano serio per i possibili contagi. Nel frattempo il sempre magico mondo del web partorisce catene e post diventati subito virali e contenenti fake news autentiche. L’ultima della serie parlava di negare l’autorizzazione al prelievo di eventuali bambini o ragazzi infetti, in maniera specificamente coatta, da parte di personale scolastico e sanitario. Robe dell’altro mondo, oltre che anticostituzionali. La domanda a cui rispondere, ad oggi, è una ed una soltanto.

Riapertura scuole, cosa succede in caso di positività?

Cosa succederà praticamente se un bambino o un ragazzo dovesse risultare positivo al Covid-19 nell’aula scolastica? E se ad essere positivo sarà un docente, o un operatore? Il protocollo, firmato lo scorso 6 agosto con il placet dei sindacati, in questo caso è più che chiaro.

Si procede con l’isolamento dell’infetto, il quale dovrà obbligatoriamente frequentare l’istituzione scolastica con mascherina chirurgica. Il luogo di isolamento dovrà necessariamente essere un locale separato. Se si tratta di uno studente, poi, verranno subito informati i genitori che, tempestivamente, dovranno portarlo a casa e mettersi in contatto con le autorità sanitarie ed il medico di famiglia.

Al dirigente scolastico il compito di contattare l’ASL di riferimento e di avviare l’iter per il protocollo di sicurezza: tutti i compagni di classe saranno contattati, ivi compresi professori impegnati in altre aule nelle 48 ore precedenti. Dopodiché verranno introdotte le misure di contenimento: quarantena, isolamento fiduciario e via dicendo. Se il caso è isolato, sarà interessata la classe singola. Si può pensare alla chiusura dell’Istituto, infine, solo in caso di focolaio, ovverosia un boom di contagi dentro la scuola. Altrimenti l’isolamento è solo per la singola classe.

Intanto, insieme alle Regioni e alle ASL si pondera la possibilità di campionare gli eventuali contagi con test molecolari immediati. Un sistema di analisi e monitoraggio simile a quello che si sta sperimentando negli aeroporti del territorio nazionale.

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