Chi è il genio che ha riaperto (e poi richiuso) le discoteche? Polemiche su polemiche, ora è colpa delle discoteche. E non di chi non ci sta capendo più niente.

Le discoteche in Italia stanno facendo un gran parlare. Sono state protagoniste dei dibattiti nelle scorse settimane, negli scorsi mesi e negli scorsi giorni, quando sono tornate in auge a ridosso di Ferragosto. Non il quindici, ma il sedici, quando un Decreto ne ha predisposto la chiusura. Addio estate, hanno gridato in molti. Ora diminuiranno i casi, hanno pensato entrambi. Inutile dire che ambedue le posizioni narrano la situazione da una logica totalmente distopica.

Il problema, semmai, sta a monte. Le discoteche sono luoghi di divertimento scelti dai tanti giovani e giovanissimi che d’estate e d’inverno si chiudono nei locali e si scatenano tutta la notte. Ma sono anche luoghi che hanno reso iconiche alcune mete, soprattutto estive. Si pensi ad Ibiza, perla delle Baleari e meta ambitissima per tutte le estati. Sapete cosa è successo, quest’anno, ad Ibiza? Le discoteche, nella capitale della disco-night, non hanno proprio aperto. Sapete perché? Pericolo Covid-19, soprattutto in un contesto, come quello iberico, martoriato dal virus, la scorsa primavera. Si è deciso di perdere dei soldi a favore della salute dei cittadini. Scelta incontestabile.

In Italia cosa è successo? Come al solito il contrario. Ma come dicevamo, gli errori si fanno sempre in due. L’errore è stato dei giovani prima di tutto: sono loro che hanno visto l’uscita dal lockdown come un premio ottenuto a SuperMario e sono loro, che dopo due mesi di terrore, si sono dimenticati del virus. E sono sempre loro a ritenersi onnipotenti ed automaticamente immuni. E sono sempre loro, folli, nel dirsi pronti ad accogliere un virus che ha già dimostrato come possa uccidere un ragazzo di vent’anni. Parliamo di una relativa maggioranza e non di tanti che, invece, hanno detto momentaneamente stop alla loro voglia di discoteca e musica in nome della propria e della altrui salute.

E poi, più di tutti, hanno sbagliato gli organi competenti. Ha sbagliato chi non ci ha capito niente e men che meno ha compreso che questo modello fatto di lockdown, tamponi, quattordici giorni di isolamento, non è affatto compatibile con un virus come quello da Sars-Cov-2. Si tratta delle stesse persone che hanno poi scaricato la colpa sui giovani, gli stessi che si sono visti scippare la propria quotidianità e che si sono visti promettere un ritorno alla normalità rapido ed indolore. Ha sbagliato, in una sola parola, chi ha riaperto le discoteche ed ha poi deciso di richiuderle. Forse perché ha scoperto che per ballare si sta uno accanto all’altro e che le distanze, sulle piste, non si mantengono per natura delle piste stesse. 

Ha vinto di nuovo la logica del paradosso. La stessa che fa sì che si occupi di benessere e salute chi non è nemmeno medico. Riducendo il tutto ad una gara di pronostici tra chi sostiene un ritorno del virus in autunno e chi, invece, ne nega addirittura l’esistenza. Le premesse, di questi passi, sono ottime. In bocca al lupo a noi.

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