L’Italia rischia davvero un nuovo lockdown? L'allarme del Cts: "Di questi passi si torna indietro, sarebbe un incubo".

Nuovo lockdown, oggi non è più sola utopia o ipotesi remota e lontana. Anzi, si tratta di una ipotesi sempre più possibile, per quanto riconducibile a base regionale, data l’esplosione di nuovi focolai locali e su base territoriale. Ne ha parlato il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, in una intervista al Corriere della Sera. Per Miozzo sarebbe una catastrofe tornare indietro, ai momenti cioè che hanno preceduto la Fase 2. Ma se i contagi continueranno a salire nuovi periodi di quarantena saranno necessari.

Qual è lo stato dell’arte al momento? L’Italia sta registrando una impennata di casi, soprattutto di rientro. Ad importare il virus coloro i quali hanno deciso di trascorrere vacanze all’estero. Quattro i paesi sotto controllo: Spagna, Malta, Grecia e Croazia. Il Covid-19, che in estate non si è affatto fermato, torna a spaventare la Penisola.

Nuovo Lockdown, il rischio è concreto

Dal Comitato fanno sapere che la situazione è costantemente monitorata e si guarda spesso ai dati. Ma la situazione al momento è tutt’altro che normale e la preoccupazione sale. I numeri sono in ascesa, così come non si verificava da aprile. Con una differenza: la soglia d’età di contagio si è abbassata, coi giovani ora in prima fila ad intasare le terapie intensive. Una riprova del fatto che il Covid-19, con buona pace dei negazionisti, è tutt’altro che scomparso. E non esiste soggetto ad esso invulnerabile. Se il virus colpisce, quasi sempre fa male.

Il fatto è che stranieri ed italiani provenienti dall’estero sono in numero elevato, ma secondo Miozzo il problema sta nel non avere regole chiare per tutti. L’atavico problema dell’Italia, in cui ogni regione va nella direzione che più ritiene opportuna. Da qui l’invito a governare meglio e secondo i dettati dell’OMS. C’è poi un altro problema, da molti bypassato e sottovalutato. Quello cioè legato alle discoteche.

I locali dove si beve e si balla sono aperti, in barba alle prescrizioni del CTS e all’invito ad adottare controlli severi. Molti contagi, interni e di rientro, sbucano fuori dai locali in cui è difficile mantenere mascherina e distanziamento sociale. Per Miozzo il momento di agire è qui ed ora. Guardando avanti, ad esempio alla riapertura delle scuole e ad una normalità che dovrà ritornare. Tornare indietro sarebbe un incubo. Ma di questi passi…

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