Pirlo nuovo allenatore della Juventus: è stata la scelta giusta? Pro e contro della scelta della Juventus di affidare la panchina ad Andrea Pirlo dopo l'esonero di Sarri

La Juventus ha compiuto la propria scelta e ha affidato la panchina della prima squadra ad Andrea Pirlo dopo l’esonero annunciato di Maurizio Sarri. Una decisione che ha spiazzato tutti, addetti ai lavori e tifosi. Pirlo è stato sicuramente uno dei calciatori più forti dell’ultimo decennio, un professore del centrocampo. Eppure nessuno si sarebbe aspettato di vederlo alla primissima esperienza in panchina allenare la squadra più prestigiosa in Italia.

L’idea è sicuramente stuzzicante, seppur resti una forte senso di pericolo che la Juventus ha scelto di assumersi. E la domanda che un po’ tutti si fanno è proprio questa: come mai i bianconeri hanno deciso di affidare la panchina ad un esordiente come Pirlo?

Pirlo nuovo allenatore della Juventus, i pericoli di questa scelta

I dubbi maggiori sono ovviamente legati all’esperienza nulla che Pirlo ha in panchina. Il mestiere dell’allenatore è diverso da quello del calciatore, completamente. Studio dell’avversario, metodologie di allenamento, preparazione tattica e soprattutto gestione del gruppo.

Pirlo rischia di essere divorato dal peso che un campione come Cristiano Ronaldo esercita nello spogliatoio, come probabilmente è già successo ai suoi predecessori Allegri e Sarri. Anche se il suo “status”, più da ex calciatore che allenatore, potrebbe rappresentare una nuova frontiera verso l’approccio con il gruppo. Gruppo – va detto – ancora guidato dai senatori che con Pirlo hanno scritto la storia recente della Juventus: Buffon, Chiellini e Bonucci.

Quali sono i pro della scelta?

Ovviamente la Juventus non è una società sprovveduta. Una dirigenza con una programmazione di almeno 15 anni avanti alla concorrenza in Italia non avrebbe mai affidato la panchina ad un esordiente senza avere un piano o garanzie. Agnelli, Nedved e Paratici non avrebbero incaricato Pirlo affidandosi alle sole sensazioni positive.

Altro aspetto che ha fatto propendere per l’ex regista campione del mondo è la rinnovata aria di entusiasmo che il cambiamento ha portato. Già, perché lo stesso presidente Agnelli l’aveva detto: “La scelta che faremo dovrà creare entusiasmo“. E quali erano gli allenatori in grado di creare davvero euforia? I nomi sono pochi e riguardano allenatori già occupati e blindati dalle rispettive squadre come Guardiola, Klopp o Zidane. Altri nomi, come Pochettino e Simone Inzaghi, avrebbero rappresentato un’incognita al pari di quella che è stata Maurizio Sarri.

Gli altri motivi dietro la scelta di Pirlo alla Juventus

Oltre a quanto detto, va considerato anche l’aspetto economico. L’acquisto di Ronaldo ha appesantito e non poco il bilancio bianconero. Essere eliminati per due anni consecutivi dalla Champions League, prima ai quarti di finale dall’Ajax e poi agli ottavi dal Lione, non ha di certo aiutato le finanze bianconere. Il contratto di Sarri prevede ancora due stagioni da pagare a 6 milioni netti l’anno. Mettere a libro paga un altro allenatore top avrebbe pesato fin troppo sulle finanze del club, mentre il biennale garantito all’esordiente Pirlo rappresenta una boccata d’ossigeno per le casse societarie.

Ovviamente il nuovo tecnico sarà affiancato da figure professionali di tutto rispetto. Pirlo avrà Roberto Baronio come vice, il match analyst Antonio Gagliardi in arrivo dalla Nazionale, forse anche Alessandro Matri nello staff. E in società, dove i cambiamenti riguardanti Paratici e la promozione di Federico Cherubini potrebbero essere solo rinviati alla chiusura del mercato, Andrea potrebbe anche ritrovare una vecchia conoscenza milanista come Ariedo Braida.

Insomma, la Juventus non lascerà nulla al caso e accompagnerà Pirlo per mano, dandogli fiducia e sostegno, anche qualora dovessero presentarsi momenti di difficoltà. Ad oggi è praticamente impossibile dire se quella di Pirlo sia stata la scelta giusta per la Juventus. Solo il tempo e l’andamento della prossima stagione ci darà una risposta. Per il momento a Torino si guarda con ottimismo e con rinnovata aria di novità al futuro. Per tutto il resto, come sempre, toccherà ai posteri emettere l’ardua sentenza.

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