Atalanta da 9 e 8 alla Lazio, flop Milan e Napoli. Il voto di Juventus e Inter… Le pagelle dei club di Serie A al termine del campionato: promossi, rimandati e bocciati

pagelle serie a

Il campionato è finito, un’altra stagione è andata in archivio. Ricorderemo questa Serie A per la triste vicenda legata alla Pandemia da Coronavirus. Un campionato diverso dal solito, logorante per certi versi. Tante sono le società che non hanno retto i ritmi e le pressioni che un anno del genere ha prodotto. Ma i verdetti sono stati comunque emessi; e come ogni anno che si rispetti è arrivato il momento di stilare le pagelle dei club di Serie A, tra promossi e bocciati.

Atalanta: 9
La miglior squadra del campionato. La formazione di Gasperini ha fatto parlare sia in Italia che in Europa. Chiude al terzo posto in classifica, centrando per il secondo anno di fila il traguardo della Champions League, un vero toccasana per una società come quella bergamasca. Il tutto mettendo in mostra un gran gioco, facendo spettacolo e soprattutto realizzando una marea di gol, emblema massimo del gioco del calcio. Se poi ci aggiungiamo il traguardo (già raggiunto) dei quarti di finale di Champions League, non possiamo che considerare l’Atalanta come la vera regina della Serie A 2019/2020.

Bologna: 6,5
La stagione non era partita benissimo. Anzi, tutt’altro. La malattia di Mihajlovic aveva sconvolto squadra e società. Che però, invece di abbattersi, ha mostrato lo spirito del proprio condottiero, reagendo alla grande e sconfiggendo le difficoltà. Proprio come Sinisa con la sua malattia. Se dovessimo prendere in considerazione solo questo aspetto, il Bologna meriterebbe 10+, ma restando sull’aspetto puramente calcistico, la squadra alla fine ha ottenuto ciò che ci si aspettava. Un campionato positivo restando per tutta la stagione nella parte sinistra della classifica.

Pagelle Serie A, flop Brescia e Fiorentina

Brescia: 4
La formazione peggiore in assoluto, almeno sotto il punto di vista della programmazione. Scellerata la scelta di esonerare Corini per Grosso, poi richiamare Corini e infine affidare la panchina a Lopez. Decisioni senza capo né coda da parte del patron Cellino. Ovviamente non può passare sottotraccia il fallimento dell’acquisto di Balotelli. SuperMario doveva essere il fiore all’occhiello delle Rondinelle, l’uomo in più. E invece – come tristemente spesso accade – si è finito per parlare più di quanto gli accadeva fuori dal campo.

Cagliari: 5,5
Ci si aspettava qualcosa in più dai sardi, soprattutto dopo il calciomercato estivo. Nomi come quelli di Nandez, Rog, Simeone e Nainggolan avevano alimentato sogni europei. Invece il Cagliari si è accontentato di condurre un campionato tranquillo. Il cambio tra Maran e Zenga – anche a causa dello stop dovuto alla pandemia da Coronavirus – non ha dato nessun tipo di sterzata alla stagione.

Fiorentina: 5
Altra delusione del campionato è la Fiorentina del presidente Commisso, arrivato a Firenze osannato dai tifosi. Il colpo ad effetto Ribery è stato più fumo che arrosto. No, il problema non è il francese – che resta un grande calciatore – ma il resto della squadra costruita su un perno come Chiesa, che fin dallo scorso anno aveva invece manifestato la volontà di andare via. Così come puntare su Montella ad inizio stagione, senza esserne pienamente convinti. Un club, con una tifoseria come quella viola, ha il dovere di lottare ogni anno per le prime posizioni della classifica.

Genoa: 4,5
Ancora un anno di sofferenza. Una squadra partita per giocare un campionato tranquillo e che invece a 90 minuti dalla fine della Serie A ha rischiato seriamente la retrocessione. Il presidente Preziosi, un po’ come lo scorso anno, conquista la salvezza all’ultima giornata. Ma una tifoseria come quella rossoblu merita decisamente di più.

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Pagelle Serie A, applausi Verona e Lazio. L’Inter da 7, Juventus promossa con riserva

Hellas Verona: 7,5
Stagione andata ben oltre le aspettative. Straordinario il lavoro di Juric, che ha valorizzato calciatori semisconosciuti e rivenduti a milioni di euro. Soldi che permetteranno un solido futuro alla società. Salvezza mai messa in discussione e addirittura sogni di Europa League. La più bella sorpresa del campionato è stata senz’altro la squadra scaligera.

Inter: 7
Doveva essere l’antagonista della Juventus, ma anche se alla fine ha chiuso ad un solo punto dai rossoneri, quella dell’Inter non è mai stata una lotta scudetto veramente aperta. La differenza negli scontri diretti è stata evidente, ma Conte ha comunque gettato le basi di un progetto credibile. Con una Europa League ancora da giocare, la stagione può diventare trionfante, a patto che i problemi vengano risolti internamente e non spiattellati in diretta TV.

Juventus: 7,5
Scudetto doveva essere e scudetto è stato. Il primo anno di Sarri sulla panchina bianconera non è stato indimenticabile: niente bel gioco e tanti problemi, anche con i calciatori. La Supercoppa e la Coppa Italia sono state perse con Lazio e Napoli, mentre i talenti arrivati dal mercato non sono sempre stati valorizzati. Insomma, ancora tanti, troppi, interrogativi, ma chi vince ha sempre ragione. E poi c’è una Champions League ancora da giocare.

Lazio: 8
La sorpresa dei piani alti della classifica. Sulla Lazio nessuno avrebbe scommesso 1 euro sulla conquista della Champions League, invece la formazione di Inzaghi si è ritrovata a lottare seriamente per la vittoria dello Scudetto. Con un dubbio che resterà irrisolto: come sarebbe finita senza la pausa dovuta al Covid?
Il quarto posto finale nulla toglie allo straordinario campionato della Lazio, arricchito dalla vittoria della Supercoppa Italiana.

Lecce: 5,5
L’impresa della salvezza è stata soltanto sfiorata, ma cullata fino all’ultimo secondo di campionato. Il merito è di Liverani, che con il suo lavoro ha dato un gioco, un’identità alla sua squadra. Peccato per qualche infortunio di troppo e per un mercato forse non all’altezza della Serie A.

Delusioni per Milan, Napoli e Roma

Milan: 5,5
Stagione non sufficiente per il Milan. I rossoneri anche quest’anno era partiti per conquistare almeno un posto in Champions League, ma alla fine dovranno accontentarsi dei preliminari di Europa League. Risultato troppo magro per uno dei club più blasonati d’Italia. Il progetto Giampaolo è fallito dopo poche settimane e l’arrivo di Pioli ha salvato la baracca soltanto grazie ad uno straordinario finale di stagione. Fondamentale l’arrivo di Ibrahimovic: la dimostrazione che, in un gruppo sostanzialmente giovane, servono calciatori d’esperienza. Alla società le colpe maggiori

Napoli: 6-
Lo scettro di big più deludente del campionato va senza alcun dubbio al Napoli. Calciomercato da nababbi con oltre 100 milioni spesi, proclami di vittoria da parte di Ancelotti e dei calciatori in estate, ma alla fine i punti di distanza dalla Juventus capolista sono addirittura 21. Rispetto allo scorso anno il Napoli fa registrare -17 punti in classifica. Non uno, ma decine di passi indietro. Senza dimenticare il caso ammutinamento, le pseudo litigate negli spogliatoi e le multe fatte fioccare dalla società ai calciatori.

Per riportare il sereno sul cielo di Napoli c’è voluto l’arrivo di Rino Gattuso, che con silenzio e tanto lavoro è riuscito anche “nell’impresa” – visto come si era messa la stagione – di portare a casa la Coppa Italia. Il successo in coppa, che vale l’accesso alla fase a gironi di Europa League, e il buon cammino in Champions fanno raggiungere la sufficienza striminzita ai partenopei. Ma meriterebbero molto meno.

Parma: 7
Stagione silenziosa, senza le luci della ribalta. Eppure il Parma porta l’ennesima salvezza tranquilla a casa, valorizzando uno dei migliori talenti del campionato: quel Dejan Kulusevski che ha fatto innamorare la Juventus. Gli applausi per il d.s. Faggiano e il tecnico D’Aversa sono d’obbligo.

Roma: 5,5
Poco da salvare nel campionato della Roma. Società ancora assente, dialoghi assenti tra i dirigenti e addio con il d.s. Petrachi, licenziato dopo nemmeno un anno dal suo arrivo. Fonseca compie un piccolo miracolo portando la squadra in Europa League. Ma le aspettative erano altre. La società, con a capo il presidente Pallotta, è la grande responsabile dell’ennesima stagione al di sotto delle attese in casa giallorossa.

Sassuolo realtà, Samp e Torino da rifondare

Sampdoria: 5
Campionato anonimo quello della Sampdoria. Il presidente Ferrero ha costruito una squadra mediocre e seriamente a rischio retrocessione, salvata soltanto da quel fenomeno della panchina che è Claudio Ranieri, che sfrutta tutta la sua esperienza europea per gestire la squadra (e fare punti) nel post lockdown. Talenti messi in mostra con il quale fare mercato: nessuno.

Sassuolo: 7
Stesso discorso fatto per Verona e Parma, solo che del Sassuolo qualcosa già lo sapevamo. La squadra è di tutto rispetto, con alcune individualità come Berardi, Locatelli e Boga messi in vetrina. Il tutto sapientemente gestito da uno degli allenatori emergenti più interessanti di tutta la Serie A: Roberto De Zerbi. Calcio, idee e bel gioco. Seguire il Sassuolo in questa stagione è stata un vero piacere. Ma non possiamo più parlare di sorpresa, i neroverdi sono ormai una realtà del nostro calcio.

Spal: 4
Abbiamo preferito non assegnare voti al di sotto del 4, ma la Spal di quest’anno avrebbe meritato anche di meno. Mai in corsa per la salvezza, la squadra costruita è stata a dir poco mediocre, con in Petagna l’unico giocatore di rilievo, che però non poteva di certo fare miracoli. L’esonero di Semplici ha soltanto peggiorato la situazione in una stagione nefasta.

Torino: 5
Altra delusione di questa stagione è il Torino. I granata partivano con ambizioni europee, ma si sono quasi ritrovati invischiati nella lotta per non retrocedere. Malissimo Mazzarri, che aveva perso il polso dello spogliatoio. Non benissimo Longo, che però porta a casa la salvezza tranquilla, anche grazie ad uno straordinario Belotti nel post lockdown. Annata da archiviare il più velocemente possibile, ma per il futuro servirà ben altro, anche dal punto di vista degli investimenti.

Udinese: 5,5
Campionato anonimo anche per l’Udinese. Non ha mai rischiato seriamente la retrocessione, ma le zone di classifica occupate sono sempre stati quelle nei bassifondi. Male l’esperienza di Tudor, sufficiente quella dell’esordiente Gotti. Il merito dei friulani è quello di aver messo in mostra alcuni gioielli: De Paul, Fofana e Lasagna su tutti. In particolare l’argentino potrebbe far fare l’ennesima maxi plusvalenza ai bianconeri, che almeno nel settore scouting restano all’avanguardia in Italia.

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