Afghanistan, possibile accordo Russia-Talebani: Trump sapeva? I servizi segreti russi avrebbero messo delle taglie sui soldati americani per destabilizzare l'accordo firmato lo scorso febbraio

Afghanistan – Lo ha rivelato il New York Times con un’inchiesta, qualche giorno fa. I servizi segreti russi avrebbero messo delle taglie sui soldati americani, offrendo denaro ai talebani per colpire militari statunitensi e della coalizione internazionale. In altre parole, la Russia pagava i talebani per uccidere militari Usa in Afghanistan e destabilizzare così l’accordo di pace firmato lo scorso febbraio.

POSSIBILE ACCORDO RUSSIA-TALEBANI, TRUMP SAPEVA?

La notizia è già di per sè clamorosa e crea paricolari dinamiche destinate a ricadere sull’equilibrio del sistema internazionale. Ma non è tutto: il Washington Post, rilanciando lo scoop del quotidiano newyorchese ha aggiunto che i funzionari della Casa Bianca sarebbero stati informati del programma. Alcune fonti rivelano, infatti, che la Casa Bianca sia stata avvertita. Prima un briefing per iscritto il 27 febbraio, poi  il 4 marzo attraverso un documento della Cia noto come The Wire. Donald Trump, però, avrebbe scelto di mantenere un profilo basso, evitando proteste e denunce ufficiali. La Russia avrebbe deciso di contrastare il piano USA: la Casa Bianca, con ancora in corso le trattative con i talebani, avrebbe deciso di passare oltre.

LE SMENTITE

Il presidente USA ha chiaramente smentito la notizia, definendola una delle classiche fake news. In realtà, l’agenzia Ap ha rivelato che l’ex consigliere sulla Sicurezza nazionale, John Bolton, avrebbe confidato ai colleghi di aver informato già nel marzo 2019 Donald Trump del piano russo. Oltretutto, le conferme dagli interrogatori fatti dalla Cia a militanti catturati recentemente in Afghanistan e diverse somme di denaro ritrovate in alcuni nascondigli dei ribelli.

“Il Presidente americano Trump non è stato informato del contenuto dell’articolo pubblicato dal New York Times perché si tratta di informazioni non verificate o convalidate dalla nostra intelligence”, ha reso noto in un comunicato il Consigliere per la sicurezza nazionale, Robert O’Brian. “Tuttavia l’Amministrazione, incluso il Consiglio per la sicurezza nazionale, si stanno preparando nel caso in cui la situazione richieda una azione”, ha aggiunto.

Anche da Mosca arrivano le smentite: il rappresentante del Ministero degli Esteri russo ha negato il presunto coinvolgimento dello spionaggio militare russo nelle uccisioni di soldati statunitensi in Afghanistan. Inoltre, secondo il portavoce talebano Zabihullah Mujahid, tutte le armi e i mezzi usati dal movimento erano già presenti nel paese o presi dall’opposizione. Le attività dei talebani, dunque, non sarebbero correlate a nessun organo di intelligence o paese straniero. Mujahid ha dichiarato, infatti, che i talebani sono impegnati nell’accordo con gli USA, affermando che la sua attuazione avrebbe garantito pace e stabilità in Afghanistan.

AFGHANISTAN, PACE APPARENTE

Come in ogni importante vicenda riguardante l’assetto politico-internazionale, le parti cercano di difendersi e a difendere i propri interessi e la propria immagine di fronte a quelle che potrebbero essere eventuali critiche da parte dell’opinione pubblica. Al di là di questo, però, e di tutte le dinamiche politiche, economiche e militari, c’è un dato ancora preoccupante: in Afghanistan si continua a morire.

L’ultimo attentato si è verificato ieri e ha visto la morte di 23 civili, tra cui bambini. I militari e i talebani si accusano reciprocamente attribuendosi la responsabilità sulla vicenda. La realtà è che il piano di pace avviato con l’accordo stipulato a febbraio scorso con gli USA non è ancora riuscito a garantire una stabilità. Mentre si tutelano gli interessi politici ed economici delle potenze, i civili continuano a pagare le spese di una guerra che non è ancora finita. Quella dell’Afghanistan è una pace solo apparente.

Alessandra Santoro

 

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