Mary Jackson, la Nasa omaggia la prima donna ingegnere afroamericana La Nasa intitola il suo quartier generale alla prima donna ingegnere afroamericana

La Nasa intitolerà la propria sede centrale a Washington a Mary Jackson, matematica afroamericana e ingegnere assunta dall’agenzia spaziale statunitense. Con i suoi calcoli contribuì a lanciare la corsa nello spazio.

Nata a Hampton in Virginia, il Comitato consultivo nazionale per l’Aeronautica la assunse nel 1951; nel 1958 subentrò la Nasa. Iniziò come calcolatore nella segregata divisione West Area Computing nel team di Dorothy Vaughan, poi frequentò corsi di ingegneria avanzata e nel 1958 diventò la prima donna ingegnere nera della Nasa, e lì restò fino alla pensione.

Fu il suo supervisore a suggerirle di entrare nel programma di formazione che le avrebbe permesso di ottenere la promozione da matematica a ingegnere. Poiché le lezioni si tenevano all’Hampton High School, scuola che allora non poteva essere frequentata dai neri, Mary dovette vincere una causa in tribunale per unirsi ai suoi compagni di classe bianchi.

MARY JACKSON COME ESEMPIO

Nel 1958, divenne il primo ingegnere femminile nero della Nasa. Per quasi due decenni è stata autrice o co-autrice di numerosi rapporti di ricerca, principalmente incentrati sul comportamento dello strato limite di aria attorno agli aeroplani. Nel 1979 è entrata a far parte del Programma federale femminile di Langley. Lì llavorò per favorire l’assunzione e la promozione della prossima generazione di matematiche, ingegnere e scienziate di sesso femminile. È morta nel 2005. Il libro Il diritto di Contare di Lee Shetterly l’omonimo film del 2016 hanno raccontato la sua storia e quella di altre scienziate.

“Continueremo a riconoscere il contributo delle donne, degli afroamericani e delle persone di qualsiasi provenienza che hanno reso possibile il successo della Nasa nell’esplorazione spaziale.

Mary Jackson faceva parte di un gruppo di donne importantissime che hanno contribuito a portare gli astronauti americani nello spazio. Non ha mai accettato lo status quo, ma ha aiutato a infrangere le barriere e a dischiudere delle opportunità per gli afroamericani e delle donne nel campo dell’ingegneria e della tecnologia”, ha detto l’amministratore dell’ente Jim Bridenstine.

Mary Jackson rappresenta un grandissimo esempio, come donna e come afroamericana. Come altre grandi personalità femminili, la sua determinazione ha significato una rivoluzione in due sensi: ha svolto un lavoro da molti definito “da uomini”, e non solo: ha dimostrato che un afroamericano, donna oltretutto, ha, esattamente come un uomo bianco, il diritto di brillare. La scelta della Nasa ha dimostrato come il contributo di Mary sia ancora vivo e ammirato oggi.

Alessandra Santoro

 

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