Naufragio migranti in Tunisia, 50 corpi ritrovati: la maggior parte donne e bambini La tragedia è avvenuta al largo delle isole Kerkennah. I 50 corpi ritrovati appartengono principalmente a donne e bambini

Salito a quasi 50 morti il bilancio aggiornato del naufragio di migranti al largo della Tunisia avvenuto l’altro ieri. Il barcone con 53 migranti, per lo più subsahariani, è naufragato lunedì scorso nello specchio di mare tra El Louza (Jebeniana) e Kraten al largo delle isole Kerkennah. Lo rendono noto fonti locali, precisando che i corpi rinvenuti appartengono per la maggior parte a donne (una delle quali incinta) e bambini, tutti di vari Paesi dell’Africa sub-sahariana.

Martedì la Guardia costiera di Tunisi aveva recuperato 20 corpi, ma circolava già la notizia, riportata da media tunisini, che lo scorso fine settimana 53 persone avevano preso il largo nel tentativo di raggiungere l’Italia.

La maggior parte delle vittime sono donne, ha affermato il direttore della medicina legale presso l’ospedale universitario Habib Bourguiba Samir Maatoug. L’autopsia, le impronte digitali e altre indicazioni mostrano che 19 corpi su 22 appartengono a donne, che potrebbero essere della Costa d’Avorio. Altri due corpi appartengono a un bimbo e una bimba di età compresa tra 2 e 3 anni, anch’essi di paesi africani.

Una delle donne era incinta al momento del naufragio, ha precisato la stessa fonte. Mentre sono in corso i preparativi in attesa della sepoltura, si collocano i corpi ritrovati all’obitorio.

Naufragio migranti

NAUFRAGIO MIGRANTI TUNISIA

I migranti, tutti provenienti dai Paesi sub-sahariani, avevano lasciato la costa tunisina in direzione di Lampedusa. Le città della Tunisia meridionale, sia interne che costiere, sono uno dei principali punti di partenza per i migranti irregolari dal Paese del Maghreb. La maggior parte di coloro che si avventurano in mare sono giovani tunisini disoccupati che cercano un futuro migliore. Secondo le statistiche dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), 110.699 persone sono riuscite a attraversare il Mediterraneo in modo irregolare nel 2019 (6.000 in meno di un anno prima) e 1.283 sono morti nel tentativo.

Da diversi anni il fenomeno migratorio ha assunto dimensioni sempre più ampie nel Mediterraneo, diventata ormai frontiera obbligata verso l’Europa. L’elenco delle tragedie in mare ha visto il verificarsi di numerosi, tristi, episodi. Spesso la memoria è di parte, e la storia predilige il ricordo dei grandi, dei potenti, dei ricchi. Il dramma dei migranti, invece, e la responsabilità internazionale relativa alla loro tutela, dovrebbero diventare di interesse collettivo. Come obiettivo, quello di porre fine a questa strage attraverso politiche di sensibilizzazione, solidarietà e accoglienza.

Alessandra Santoro

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