Recovery Fund, cos’è e a cosa serve Come funziona il piano della Commissione Europea per fronteggiare la crisi economica post Coronavirus

Recovery Fund – Con lo scoppio dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e il conseguente stallo dell’economia per l’Unione europea, Bruxelles ha dato il via libera ai Paesi membri per spendere contro la recessione. Nel farlo, ha dunque congelato il Patto di stabilità, cioè l’accordo per il controllo delle rispettive politiche di bilancio. Ma i Paesi Ue, in particolare i più colpiti, come ad esempio Francia e Italia, hanno chiesto anche un piano d’aiuti.

RECOVERY FUND, COS’È E COME FUNZIONA

Così, il 27 maggio, la Commissione Europea ha finalmente presentato la sua proposta per il Recovery Fund. Il piano rappresenta, in sostanza, la ricetta per rimettere in moto l’economia dei Paesi membri più colpiti dalla pandemia.

Ma che cos’è precisamente il Recovery Fund e come funziona? “Fondo di recupero” è il suo significato letterale. Si tratta di un piano da 750 miliardi di euro per uscire dalla crisi post-Coronavirus, di cui 310 miliardi in sovvenzioni a fondo perduto e 250 miliardi in prestiti a tassi bassi e rimborsabili nel lungo periodo. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha parlato di «Un momento decisivo, una crisi senza precedenti in un’Europa che è stata messa a dura prova dalla pandemia, la più impegnativa della sua storia. Una crisi che non può essere affrontata da nessun paese da solo».

Ma per accedere al fondo ci saranno delle “condizioni”. Gli Stati membri dovranno presentare dei piani. In tali piani dovranno far capire con quali riforme intendano incentivare la crescita e rafforzare le loro economie contro le crisi.

Riforme, insomma, senza le quali sarà impossibile accedere agli aiuti. Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha infatti specificato: “Se non ci sono le riforme, ovviamente non ci saranno neppure i soldi. Questa è una conseguenza logica e così avviene in molti programmi europei. Se i Paesi non promuovono i loro progetti di riforma o non investono, non possiamo finanziare questi progetti dal bilancio dell’Ue. È molto semplice”. L’UE, dunque, distribuirà i fondi in tranche e li verserà solo quando saranno raggiunti determinati obiettivi di riforma o definite le fasi di investimento.

IL PIANO PER L’ ITALIA

Nello specifico, l’Italia dovrebbe ricevere 81,8 miliardi di sussidi a fondo perduto e 90,93 miliardi di prestiti, per un totale di 182,7 miliardi di euro. Una cifra che in parte verrà utilizzata per finanziare le misure già deliberate dall’Esecutivo (ai quali si aggiungono i 22 miliardi raccolti con il nuovo BTP Italia 2020) e, in parte, per finanziare altre misure che il Governo dovrebbe mettere in campo nelle prossime settimane.

Giuseppe Conte ha annunciato una grande concertazione, che vedrà l’intero sistema Italia varcare la soglia di Palazzo Chigi per un confronto faccia a faccia sul Recovery Fund. A partire dalla prossima settimana, quindi, imprese, sindacati, lavoratori, economisti, accademici, e anche le opposizioni inizieranno ad affluire a Palazzo Chigi, chiamati a raccolta dal Premier.

Recovery Fund

Le risorse messe a disposizione dall’Ue rappresentano un’occasione storica per un nuovo inizio e l’Italia dovrà dimostrare di avere capacità di spesa e un progetto”, afferma Conte. “Dobbiamo cogliere l’occasione per innovare l’Italia dalle fondamenta. Dovrà essere un nuovo inizio. Dobbiamo aver chiaro che la somma che stanzierà l’Unione europea per l’Italia non potrà essere intesa come un tesoretto a disposizione del governo in carica ma una risorsa per l’intero Paese. Sulla capacità di spesa, sul progetto di paese che sapremo realizzare si misurerà la forza e la credibilità non solo e non tanto del governo ma del Sistema-Italia“.

Alessandra Santoro

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