La Serie A riparte tra dubbi e paura di un nuovo stop. Ma il campionato è già falsato? Rischio di stop dopo un nuovo positivo e chiari vantaggi per i club più forti: il campionato riparte tra mille incertezze

serie a riparte

Finalmente è arrivata la notizia che tutti attendevano. Il Governo ha dato l’ok alla ripresa dei campionati di calcio: dunque la Serie A riparte! Ad annunciarlo è il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, al termine di una riunione tra esponenti del Governo e i vertici del calcio italiano.

Il 20 giugno, è questa la data da cerchiare in rosso sul calendario. La Serie A e la Serie B ripartiranno insieme, anche se il mondo del pallone inizierà a fare le prove generali già una settimana prima. Il 13 e il 14 giugno sono infatti in programma le semifinali di ritorno di Coppa Italia che vedranno sfidarsi Juventus-Milan e Napoli-Inter, mentre il 17 si disputerà la finale della coppa nazionale. Primi barlumi di normalità, dunque. Eppure ad accompagnare la ripresa del calcio non mancano dubbi e incertezze.

Riparte la Serie A, ma ci sono ancora dubbi da risolvere

Sì, perché anche se è stato dato il via alla ripresa, permangono alcuni problemi. Il primo: cosa succederà ai tornei in caso di nuovo caso positivo? Il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) ha infatti confermato la decisione di mandare in quarantena per 14 giorni l’intero club qualora anche solo una persona dovesse risultare positiva. E considerando che per ogni match saranno impegnate circa 300 persone, non è impensabile credere che il rischio di contagio, e di conseguenza di un nuovo stop, sia decisamente alto. In quel caso scatteranno i famosi playoff e playout e in caso di impossibilità di ripresa la classifica verrà cristallizzata.

serie a riparte

Un campionato che comunque sarà “falsato”

Sperando che dal punto di vista della salute tutto vada per il meglio, dal punto di vista tecnico sicuramente ci saranno ripercussioni. Con 124 partite da disputare e con un calendario fitto di 3 partite a settimane, è chiaro che le squadre con le rose più profonde saranno avvantaggiate, potendo effettuare più cambi e maggiore turnover. Inoltre anche gli orari individuati (al momento 17, 19.15 e 21.30, ndr) destano perplessità a causa delle gare del pomeriggio e il caldo che si potrebbe manifestare nei mesi di giugno e luglio.

Insomma, la ripresa non avviene sotto i migliori auspici. Ma il calcio doveva ripartire. Sono almeno 100mila i lavoratori che girano attorno al mondo del pallone e ora possono finalmente ricominciare. I dubbi permangono, ma in tempi di crisi bisogna fare di necessità virtù. Anche il calcio è chiamato ad adattarsi, e in fretta, alle condizioni del mondo post Coronavirus.

Tagged:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.