“Senza anziani non c’è futuro!”: l’appello per sensibilizzare le società Un appello internazionale per ri-umanizzare le società contro il rischio di una sanità collettiva

Anziani Coronavirus“Senza anziani non c’è futuro”. Da questa preoccupazione della Comunità di Sant’Egidio nasce questo appello, diffuso a livello internazionale. Lo scopo è quello di ri-umanizzare e sensibilizzare le nostre società contro il rischio di una sanità “selettiva”.

L’appello, racchiuso in un documento e tradotto in diverse lingue, è rivolto a tutti, cittadini e istituzioni, con il fine di attuare un deciso cambiamento di mentalità che porti a nuove iniziative, sociali e sanitarie, nei confronti delle categorie di anziani, che più di tutti hanno subito effetti e conseguenze dell’epidemia da Coronavirus.

SENZA ANZIANI NON C’È FUTURO: IL DOCUMENTO

Ecco quanto evidenziato nel documento contenente l’appello: “Nella pandemia del Covid-19 gli anziani sono in pericolo in molti Paesi europei come altrove. Le drammatiche cifre delle morti in istituto fanno rabbrividire. Molto ci sarà da rivedere nei sistemi della sanità pubblica e nelle buone pratiche necessarie per raggiungere e curare con efficacia tutti, per superare l’istituzionalizzazione. Siamo preoccupati dalle tristi storie delle stragi di anziani in istituto. Sta prendendo piede l’idea che sia possibile sacrificare le loro vite in favore di altre. Papa Francesco ne parla come “cultura dello scarto”: toglie agli anziani il diritto ad essere considerati persone, ma solo un numero e in certi casi nemmeno quello.

Anziani Coronavirus

ANZIANI CORONAVIRUS – LA LOTTA CONTRO UNA SANITÁ SELETTIVA

In numerosi Paesi di fronte all’esigenza della cura, sta emergendo un modello pericoloso che privilegia una “sanità selettiva”, che considera residuale la vita degli anziani. La loro maggiore vulnerabilità, l’avanzare degli anni, le possibili altre patologie di cui sono portatori, giustificherebbe una forma di “scelta” in favore dei più giovani e dei più sani. Rassegnarsi a tale esito è umanamente e giuridicamente inaccettabile. L’apporto degli anziani continua ad essere oggetto di importanti riflessioni in tutte le civiltà. Ed è fondamentale nella trama sociale della solidarietà tra generazioni. Non si può lasciar morire la generazione che ha lottato contro le dittature, faticato per la ricostruzione dopo la guerra e edificato l’Europa.

Crediamo che sia necessario ribadire con forza i principi della parità di trattamento e del diritto universale alle cure, conquistati nel corso dei secoli. È ora di dedicare tutte le necessarie risorse alla salvaguardia del più gran numero di vite e umanizzare l’accesso alle cure per tutti. Il valore della vita rimanga uguale per tutti. Chi deprezza quella fragile e debole dei più anziani, si prepara a svalutarle tutte. Con questo appello esprimiamo il dolore e la preoccupazione per le troppe morti di anziani di questi mesi e auspichiamo una rivolta morale perché si cambi direzione nella cura degli anziani, perché soprattutto i più vulnerabili non siano mai considerati un peso o, peggio, inutili”.

 

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