Coronavirus Svezia, sta funzionando davvero il modello “no-lockdown”? Il "modello svedese" in numeri: il Coronavirus non fa sconti nemmeno a Stoccolma

CORONAVIRUS SVEZIA

Coronavirus Svezia. Con lo scoppio del Coronavirus in Europa e nel mondo, in ogni contesto sono spuntati dei modelli, veri o presunti, da seguire. Ogni Paese, a modo suo, è stato indicato da un altro come esempio. L’Italia, che conta i suoi morti, ha ben figurato nella lotta al virus. Il modello quarantena-lockdown alla lunga ha portato i suoi frutti. Al netto degli attacchi, europei e statunitensi, piovuti nei confronti del nostro Paese.

I più ligi avversatori di quarantene e lockdown hanno assunto, come modello di riferimento, quello svedese. La Svezia, infatti, non ha attuato nessuna misura di restrizione, lasciando che la vita (e il virus) continuassero tranquillamente. Nessun blocco, tutti a lavoro, tutti a scuola, tutti nel parco. Per raggiungere una presunta immunità di gregge e ristabilire il rapporto col Covid-19 a favore dell’uomo. Ma è andata davvero così?

Coronavirus Svezia, nessuno sconto nemmeno a Stoccolma

Per chi avesse ancora dubbi: il modello svedese non solo non funziona ma si sta trasformando lentamente in una piccola carneficina. Accolta perlopiù nell’assordante silenzio generale. La media di decessi al giorno viaggia a ritmi di 6,25 al giorno per milione di persone. Il tutto in una sola settimana, come appurato dalle statistiche di “Our World in Data”, pubblicazione di ricerca online dell’University of Oxford.

Le statistiche, a confronto degli altri Paesi, sono ancora più drammatiche: il Regno Unito registra una media di 5,75 decessi al giorno per milioni di abitanti nella stessa settimana svedese; il Belgio va alla media di 4,6, la Francia 3,49 e l’Italia in media 3. La Svezia, questo sì, ha registrato meno casi rispetto ai più popolati paesi europei. Ma il bilancio delle vittime del Covid-19 dalle parti di Stoccolma è tra i più alti del mondo. Ed è senza dubbio il più alto in Europa.

L’aprile nero di Stoccolma

Il mese di aprile 2019 sarà ricordato in Svezia come il mese della morte: erano trent’anni che non si registravano bilanci così drammatici, dall’aprile del 1993. Sono questi i dati diffusi dall’Ufficio Statistico Svedese.

Una dimostrazione palese che il cosiddetto “modello svedese” sia stato un tonfo, un buco nell’aria. A discapito di 31.000 contagiati e quasi 4.000 decessi. E sembra non essere, purtroppo, ancora finita.

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