Virus stagionale e quarantene intermittenti fino al 2025? Lo studio della nota rivista americana Science disegna gli scenari per il "quinquennio" della pandemia

Coronavirus Disease 2019 Rotator Graphic for af.mil. (U.S. Air Force Graphic by Rosario "Charo" Gutierrez)

Si conviverà col nuovo Coronavirus fino al 2022 e con ritorni periodici fino al prossimo 2025? Assurdo da ipotizzare, sembrerebbe, eppure uno scenario verosimile a cui, in assenza di farmaci e vaccini efficaci, ci si dovrà abituare. La nota rivista americana Science, pubblicata dalla scuola di salute pubblica T.H Chan di Harvard, ha aperto il dibattito.

I risultati sono frutto di un modello matematico e mostrano come il contagio, ora che in questa fase 2 sono allentante le misure, possa riprendere. Non si tratta di un dato certo, perché è sempre ignoto comprendere fino in fondo come agirà il virus, fatto che dipende nettamente anche dalla protezione conferita dagli anticorpi anti-Covid: nasce da qui per i ricercatori la necessità di fare urgentemente degli studi sierologici sulla popolazione. Quel che appare oggi certo è che il nuovo SarsCov-2 non è come il suo stretto parente, la Sars perché, sottolineano da Science, diventerà stagionale, come l’influenza, e continuerà a circolare.

Stephen Kissler, noto immunologo, ha elaborato in collaborazione con la sua equipe un modello matematico per il calcolo delle dinamiche del contagio da oggi ai prossimi cinque anni. Tutte le simulazioni, che comprendono sia una quarantena una tantum, sia misure come il distanziamento sociale, mostrano come il contagio può riprendere e la trasmissibilità del virus diventare ancora più grande. Di questi passi un’ondata di contagi invernale insieme alla consueta stagione influenzale, sovraccaricherebbe il sistema sanitario ancora una volta.

Un altro scenario mostra che il Covid-19 potrebbe ripresentarsi nel 2024, possibilità questa paventata per via dell’assenza di farmaci e vaccini efficaci. Per questo, secondo Science, sorveglianza, distanziamento e quarantene alternate potrebbero essere mantenuti fino al 2022. Dando, così, anche il tempo ad ospedali e strutture di attrezzarsi per raggiungere una buona immunità di popolazione.

 

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