Concorso Polizia 1148: migliaia di ragazzi in attesa di una risposta Graduatorie bloccate e domande senza risposta: qual è la verità sul concorso 1148?

Questa è la storia di giovani ragazzi che inseguono un sogno che sembra non vedere luce.  Nel 2017 finalmente lo Stato decide di indire un concorso per Allievi agenti di polizia di Stato per civili: in Italia non accadeva da vent’anni. Numerosi ragazzi finalmente vedono concreta la possibilità di realizzare un obiettivo e si mettono al lavoro per la preparazione dei test. I requisiti fondamentali per poter partecipare sono due: avere meno di trent’anni e possedere almeno la licenza media.

CONCORSO POLIZIA 1148 2017

Dopo aver effettuato i test, i vincitori di concorso aspettano trepidanti di essere chiamati per potersi sottoporre alle visite mediche: quel momento, però, non è mai arrivato. Seguono, dunque, diversi scorrimenti di graduatoria fino a che i ragazzi scoprono, negativamente sorpresi, che è stato presentato un Ddl con valore retroattivo. Questo vuol dire che il suo contenuto legislativo andrà ad incidere proprio su quel concorso del 2017, ancora aperto e in attesa di una risposta. I requisiti cambiano: stavolta i partecipanti dovranno avere non più di 26 anni e dovranno possedere non solo la licenza media, ma anche il diploma.

I ragazzi, sconcertati, non riescono a capire le logiche di questo meccanismo. Erano a tutti gli effetti vincitori di un concorso, e un assurdo decreto legislativo spazza via la possibilità di portare avanti il loro sogno. 455 di questi ragazzi, con il diploma e con più di 26 anni, si appellano all’amministrazione tramite una serie di ricorsi, ma  nonostante superino anche le visite e quindi idonei a tutti gli effetti, vengono lasciati fuori. Altri 1223, invece, considerati “Over”, cioè, con più di 26 anni, fanno ricorso ma non vengono ascoltati.

Qualche mese fa, l’ennesima delusione: la graduatoria del 2017, valida per tre anni, viene allungata fino al 2021, e si decide di indire un ulteriore concorso. Stavolta il boccone è davvero troppo amaro da mandare giù. I giovani partecipanti al concorso 1148 si sentono totalmente inesistenti agli occhi di un amministrazione che ignora totalmente la loro voce.

CONCORSO POLIZIA, LE INIZIATIVE DEI RAGAZZI

Il senso di frustrazione, però, non uccide la loro voglia di lottare e di farsi ascoltare. Così, Sebastiano (siciliano, ma residente ad Alessandria, ndr.), ha raccontato ai nostri microfoni le numerose iniziative intraprese. Un gruppo Facebook, dei video in cui i ragazzi mettono in campo la loro voce e le loro facce; ma soprattutto, una lettera alle istituzioni, per far sì che lo stato finalmente li ascolti. Purtroppo, però, nemmeno questo aiuta.

Concorso Polizia

LA SITUAZIONE OGGI

Tra qualche giorno ci sarà la causa conseguente ai ricorsi fatti dai 455. E gli altri 1223? Cosa ne sarà di loro? La paura, infatti, è che sia promulgato un decreto ad hoc solamente per quei 455, lasciando ancora una volta inascoltati tutti gli altri. Se, infatti, il nuovo concorso è bloccato a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, che impedisce ai ragazzi di riunirsi in un’aula per poter svolgere i quiz, perché non sbloccare gli scorrimenti del famoso concorso del 2017? E soprattutto, se uno stato blocca gli scorrimenti per evitare assunzioni e dispendio di soldi, perché indice un ulteriore concorso mentre un altro è ancora bloccato con ragazzi che lo hanno superato? A più di ventisei anni si è davvero troppo vecchi per sognare di mettersi al servizio della propria nazione?

COSA SI CHIEDE

La richiesta, quindi, è quella di congelare il nuovo concorso, oltretutto impossibile da svolgersi a causa dell’emergenza, e sbloccare la graduatoria del concorso del 2017 affinchè quei ragazzi, effettivamente già vincitori di concorso, possano aspettare solamente di essere chiamati a svolgere le visite, “Evitando di bandire nuovi e inutili concorsi che richiederebbero superflui investimenti economici e risorse, in un momento così difficile anche per le casse della pubblica amministrazione. Con l’orgoglio e il sogno di poter vestire la divisa della Polizia di Stato, chiediamo il vostro aiuto. Tante sono state le promesse ricevute e tante anche le illusioni, ma che non hanno intaccato minimamente la voglia di far parte di quel inesauribile Organismo
Istituzionale elevato a difesa dei valori di giustizia, libertà, legalità e democrazia. Siamo pronti a servire con impegno e dignità lo Stato Italiano e la Polizia di Stato, dateci solo l’opportunità di realizzare il nostro grande sogno.

Sì, hanno investito tanto. Hanno investito in denaro, fatica, e speranza. Non stanno chiedendo un favore, stanno chiedendo che sia rispettato un loro diritto. Ogni Paese ha bisogno di persone che lottino per mettersi al servizio dello Stato, per cui è assurdo che sia proprio quest’ultimo ad ostacolarli. “Ci auguriamo che la situazione possa sanarsi nel rispetto della legge”, Sebastiano conclude così il proprio racconto, amareggiato da quanto accaduto. Nell’attesa di una valida risposta, tutti ci auguriamo che questi ragazzi possano finalmente realizzare quanto desiderano.

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