Le colpe di pochi sulle spalle di tutti Immagini di irresponsabilità e scarso senso civico da Milano: ma cosa abbiamo capito?

Milano e il Coronavirus, purtroppo, hanno avuto una relazione strettissima. Un po’ come con tutta la Lombardia, il virus si è abbattuto con una violenza tale da cancellare una generazione di anziani tra Bergamo e Brescia e di mietere vittime, giorno dopo giorno, nella capitale dell’economia italiana. Proprio lì dove la fase due è cominciata, come in ogni regione. Proprio lì dove, purtroppo, gli auspici sono dei peggiori.

Hanno fatto il giro del mondo le immagini di ieri, sui Navigli, cuore pulsante della vita sociale milanese. Masse indistinte di persone ammassate l’una sull’altra senza distanziamento e senza dispositivi di protezione: altro che guanti e mascherine! Un’immagine che non rende giustizia all’Italia, né tanto meno alla città di Milano e ai suoi abitanti.

Milano, cosa ti ha insegnato il Coronavirus?

Come ha giustamente sottolineato il sindaco milanese Beppe Sala, invero visto poche volte così arrabbiato, Milano è stato uno dei centri più colpiti dalla pandemia. Lo sanno bene i milanesi, tanti, che hanno dovuto rinunciare alla loro vita e al loro lavoro, sacrificandosi più del solito e più del dovuto. Ma chi ieri era a passeggio sui Navigli, alla faccia delle disposizioni e delle misure adottate, lo sapeva? Vive nella stessa città, gira per le stesse strade, si cura negli stessi ospedali che hanno finito lo spazio per ammassare i cadaveri?

Il virus, a Milano, è stato virulento davvero o semplicemente si è mosso come un vento che passa e non torna più? Ma quei milanesi sui Navigli, lo sanno che a rischio c’è la loro vita, la loro incolumità? O l’egoistico aperitivo vale più della salute e del benessere di una persona? Sono domande lecite che rivolgiamo a quanti ieri se ne sono infischiati di tutto e, con coraggio barbaro, si sono riversati sui viali dei Navigli.

Lo sanno, questi uomini che evidentemente vivono in un’altra dimensione, che oggi Milano (da sola) conta più casi Covid di tutto il Veneto? Un incremento che non viene raggiunto nemmeno sommando tutti i casi regione per regione. Dove deve arrivare il Covid-19, per insegnare qualcosa a questi folli? Perché evidentemente una prima ondata, con tutte le raccomandazioni del caso, non è bastata.

Pagheremo, ahinoi, queste scene. E questi scempi. E pagheranno soprattutto quei tanti milanesi (che fortuna!) che continuano la loro battaglia quotidiana contro un nemico invisibile che no, non fa differenze tra chi va o non va all’aperitivo tra Navigli e Corso Buenos Aires.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.