La crisi mistica di Matteo Salvini

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Matteo Salvini è stato colto da un improvviso bisogno di spiritualità. Il leader della Lega, non certo un fulgido esempio dei precetti cristiani, ha proposto l’aperture delle Chiese aperte a Pasqua.

L’intervista di Matteo Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini ha rilasciato dichiarazioni di profonda fede a “L’intervista di Maria Latella” su Sky Tg 24: “‘Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera ordinata, composta e sanitariamente sicura, di farli entrare in chiesa. Far assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua. Si può andare dal tabaccaio perché senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell’anima oltre alla cura del corpo. Spero che si trovi il modo di avvicinare chi ci crede. C’è un appello mandato ai vescovi di poter permettere a chi crede, rispettando le distanze, con mascherine e guanti e in numero limitato, di entrare nelle chiese come si entra in numero limitato nei supermercati. La Santa Pasqua, la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, per milioni di italiani può essere un momento di speranza da vivere”.

Le parole del leader della Lega, come sempre hanno fatto discutere. In un momento di profondo sforzo collettivo in cui, anche il Papa ha invitato i fedeli a rimanere a casa (e le chiese chiuse sono una conseguenza delle sue parole) ha senso esternare certi pensieri?

Perchè riaprire sarebbe un errore

Riaprire le chiese in questo momento sarebbe un errore. Anzitutto perchè i preti non sono in grado di garantire alcun controllo sul flusso dei fedeli. Il rischio di ingressi incontrollati, specie sotto Pasqua, rischierebbe di vanificare gli sforzi fatti fin qui. Questo porterebbe a un rischio altissimo di un nuovo filone di epidemia, proprio quando il picco di contagi sta per essere superato.

In secondo luogo aprirebbe la possibilità a uscite extra anche di persone che in chiesa non vogliono andare. Per evitare che i soliti furbetti approfittino della situazione bisognerebbe aumentare anche i sistemi di controllo che già sono enormi.

Senza contare che un’aperture delle sole chiese agiterebbe le minoranze religiose che pretenderebbero lo stesso trattamento.

Insomma: chi vuole pregare può benissimo farlo nell’intimo della propria casa, ma riaprire ora i luoghi di culto sarebbe un suicidio. E la Chiesa, si sa, non ammette il suicidio.

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