I punti della ripartenza

Mentre il virus ha cominciato la sua fase di stazionamento, da Palazzo Chigi e da più tessuti del Paese ci si chiede quando potrà avviarsi la cosiddetta ripartenza, o se preferite rifondazione: si intende, giocoforza, la necessità che l’Italia avrà di riavviare il suo motore dopo essere stata messa in ginocchio dalla pandemia e da altre problematiche collaterali. Occorrerà coerenza, coesione e soprattutto abnegazione per risollevare un Paese martoriato negli ultimi anni.

Si sa, d’altronde, che i periodi post crisi non sono mai dei migliori, almeno negli ultimi anni così è stato. Però, come insegna la storia dell’economia, a grandi periodi di depressione possono seguire, e il più delle volte succede proprio questo, grandi periodi di boom economico. Ne è un esempio, nel nostro Paese, il secondo dopoguerra. Ma per far sì che questo avvenga occorre porre degli obiettivi e delle priorità. Quali sono i punti della ripartenza?

Sanità

In cima alla lista va posta la sanità, di gran lunga uno dei settori più ridimensionati nell’ultimo ventennio e di cui sono emersi tutti i limiti e le angustie nella situazione peggiore di tutte. Incrementare i fondi al settore sanitario, al personale, alle strutture, è necessario per rendere un paese realmente virtuoso. Se ne sono accorti tardi i nostri governanti ma forse il Coronavirus ha offerto più di una valida ragione per rifondare il sistema sanitario italiano che, tra tante mine, nasconde anche una serie di eccezionali figure che sono un vanto per l’Italia nel mondo. E non solo in tempi di pandemia…

Ricerca e Istruzione

Un paese virtuoso, dicevamo, si vede da una serie di fattori. Destinare più fondi alla ricerca e, contestualmente, all’istruzione, è fattore fondamentale per rilanciare l’Italia anche in ambito europeo dove la nostra Penisola figura tra le ultime in entrambe le categorie. Occorreranno fondi, tempo e pazienza per far sì che le eccezionalità emergano, soprattutto tenendo a mente che un solido sistema di istruzione va a formare future classi dirigenti che dovranno occuparsi dell’avvenire della nazione.

Meno tasse a tanti, meno agevolazioni a pochi

Annoso il problema del costo della politica: per ripartire sarebbe giusto introdurre una misura che porti alla riduzione dei costi della nostra classe politica, impostare un tetto massimo per un compenso che sia giusto e non troppo eccedente. C’è ancora il discorso, sospeso per ora, del taglio dei parlamentari ma non basta.

Altro punto: chi è più ricco, paghi di più. Non è un segreto che in Italia il 90% della tassazione gravi sulle spalle di piccole e medie imprese che devono fare gli straordinari per sé, per gli altri e per lo Stato. Tassare di più i ricchi, pochi, ma con introiti ben oltre la media. Sono pochi punti, pur sempre da approfondire, per un serio rilancio. O per gettare le basi di una vera ripartenza.

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