Il nuovo mondo

Dopo aver allentato le restrizioni invitando tutti ad un graduale, ma necessario “ritorno alla normalità”, Hong Kong torna nell’incubo-Coronavirus, dopo essersene uscita da meno di un mese. Il tutto a causa di un aumento insolito di contagi,  sessantacinque, in poco meno di ventiquattro ore. E così il governo dell’ex colonia britannica ha invitato tutti i cittadini a tornare in quarantena e a rispettare il distanziamento sociale per prevenire ulteriori contagi, in quella che sarebbe la seconda ondata del virus.

È difatti in Oriente che comincia a disegnarsi il nuovo mondo, quello cioè al quale dovremo abituarci fino a quando, nei prossimi due anni, verrà fuori una cura che relegherà il virus tra i fatti più noti della storia recente. Fino ad allora, comprensibile che il ridimensionamento riguardi, gradualmente, tutto il mondo. Ad Hong Kong i primi “nuovi” casi, in Cina e Corea, invece, quarantena per chi rientra in patria soprattutto da quei Paesi, quasi tutti occidentali, in cui il contagio non ha ancora raggiunto il picco. È vero, il virus ha cambiato il nostro quotidiano. Il peggio di questa storia è che non l’ha fatto solo temporaneamente, e non solo per questi tre, quattro mesi di insolita routine. Il virus è andato a cambiare molte più cose, agendo in primis sulle nostre inconsce paure, e poi su tutto quel che ne consegue.

Facile immaginarsi un nuovo mondo anche in quell’Occidente delle democrazie liquide, abituato a tutt’altro tipo di vita. Facile immaginare che, per qualche tempo, sarà come vivere in dittatura. Pochi privilegi, graduati e centellinati. Tanti controlli, qualche restrizione più evidente di altre, periodi più o meno lunghi di quarantena. Non così, certamente, ma necessari ugualmente per i “secondi” contagi che invaderanno, scientificamente parlando, i paesi che via via usciranno dalla crisi.

Sì, il virus ha stravolto un mondo che si credeva onnipotente e troppo avanti per finire in scacco matto da un avversario invisibile. Che proprio per questa sua invisibilità è capace di penetrare ovunque, più delle bombe, più dei gas, più dei carri armati. E forse per questo che è così pericoloso. E che disegnerà, seppur temporaneamente, un nuovo mondo.

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