Un altro blocco

Le misure di contenimento per la pandemia del Covid-19 finiranno, formalmente, il prossimo 3 aprile. A pochi giorni dalla Santa Pasqua, occasione per cui gli italiani si aspettavano quantomeno un miglioramento o, se non altro, un radicale cambio di direzione. Che, al momento, non c’è stato. E si va, per questo, verso un ulteriore blocco delle misure e delle disposizioni urgenti.

Dopotutto si è solo alla terza settimana di “contenimento”, un periodo considerato, su tutti dagli esperti, troppo breve per fronteggiare una crisi sanitaria dalle proporzioni enormi. Occorreranno settimane, forse mesi per ristabilire quantomeno una parvenza di normalità. Della serie: la luce in fondo al tunnel è ancora lontana. Ed il tunnel è ancora all’inizio.

Stando alle anticipazioni del Corriere della Sera, il Governo è pronto ad allungare la “serrata”, per logica prevenzione contro il virus: sarà così almeno fino a quando il contagio non cominci a crollare, con numeri significativamente alti e non oscillanti come quelli degli ultimi bollettini. Secondo gli esperti, l’obiettivo è di arrivare al massimo ad un contagio per ogni caso positivo. In parole povere deve crollare il valore dell’R0, quello che indica l’indice di contagiosità che dovrà registrare un dato inferiore a uno. 

Silvio Brusaferro, numero uno dell’Istituto Superiore di Sanità, è stato chiarissimo, in questo senso: “Siamo in una fase non declinante, ma di contenimento”. Così le misure si allungherebbero, automaticamente, fino al 18 aprile, per poi essere aggiornate in base all’andamento del virus. Non è infatti chiaro se tutto tornerà normale agli inizi di maggio o in un periodo di tempo più lungo. Si dovrà aspettare e si dovrà ancora far fronte all’emergenza sanitaria con ogni mezzo possibile.

Quel che è certo è che, se ci sarà ripresa, essa sarà graduale e a piccole dosi. Qualche certezza già c’è, comunque: l’impossibilità di ritornare tra i banchi di scuola è quasi scontata, se non per esami di terza media e maturità.

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