Che Unione è?

Due posizioni, due blocchi: Spagna e Italia da un lato, Germania e Olanda dall’altro. E l’Unione Europea che non sceglie è un rumore troppo grande, anche più del virus. E l’immagine, venuta fuori dopo la conferenza a distanza di ieri, è quella, triste, di un’Europa divisa. Anche in un momento come questo, di crisi e di emergenza. Venendo meno a quegli ideali che ne sono stati alla base e che forse, per l’ultima volta, in nome di logiche finanziarie ed economiche, sono stati traditi.

Fatto sta che un’Unione così non ha ragion d’essere e magari su questo andrà fatto il punto quando i tempi saranno migliori. La questione è nota: Italia e Spagna, spalleggiate dalla Francia, chiedevano l’utilizzo di strumenti finanziari inediti ed eccezionali per far fronte alla crisi; la Germania, invece, proponeva lo sfruttamento dei 410 miliardi di euro del MES.

La sensazione è che, stavolta, gli strascichi e le polemiche non saranno digeriti. E nemmeno gli schiaffi, come quelli dati dai Paesi Bassi, secondo i quali se gli spagnoli non hanno risparmiato un loro fondo d’emergenza allora è un problema loro. Noi rilanciamo e chiediamo: ma allora l’Unione Europea che unione è? E soprattutto in questo accordo c’è chi conta e ce l’ha più lungo e chi invece non conta nulla?  Divisi, con posizioni diverse, come sul fronte dell’immigrazione. Una figura veramente raccapricciante.

Quella di oggi è una sfida, decisiva in termini politici, economici e finanziari: non sfruttarla sarebbe praticamente cantare un de profundis sui resti dell’Unione. Che, va detto, non ha presa e che non riesce a star tranquilla nemmeno nel suo stesso seno. Ovviamente, con queste prospettive, è chiaro che si alimenti il fuoco dell’euro-scetticismo e del sovranismo, in Unione e non.

Perché i segnali in questo senso vengono soprattutto da quei contesti tanto disprezzati dalle democrazie occidentali: Cina e Russia hanno affrontato, ed affrontano, la crisi con efficienza e mettendo in campo tutto quel che è possibile. E candidandosi a leader di un mondo che mette, ma in Europa non sembra essere così, cittadini e salute al primo posto. È bene chiarire fin da subito che con questa Europa non c’è futuro. E soprattutto, non c’è più stabilità. Non solo economica.

 

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