Political Bots: così funziona la propaganda politica ai tempi di Rimborsopoli

Le élite politiche li usano per bersagliare i loro oppositori

Political Bots: così funziona la propaganda politica ai tempi di Rimborsopoli

Pochi minuti fa leggevo su ‘El País‘, l’equivalente spagnolo del nostro Corriere, un articolo interessante sul ruolo dei political bots nell’ambito della comunicazione politica.

La crisi in Russia, le elezioni presidenziali negli USA, il próces catalano e le elezioni amministrative italiane, sono gli ultimi quattro eventi politici (in ordine temporale) dominati da questi profili automatizzati, il cui obiettivo è quello di diffondere contenuti propagandistici.

Attualmente distinguere un bot da una persona è un’impresa titanica, di conseguenza è molto più semplice per chi investe milioni di euro in ‘propaganda computistica’ manipolare l’opinione pubblica tramite post automatizzati su social network, Whatsapp e forum di quotidiani online. È già successo in Russia, negli Stati Uniti, in Spagna e ora ha raggiunto l’acme in Italia.

Su Facebook e Twitter stiamo assistendo ad una lotta all’ultimo sangue tra i bot pro Partito Democratico-Salvini-Forza Italia e quelli del Movimento 5 Stelle. Distinguere le fake news dalle notizie reali è un compito arduo per gli esperti del settore della comunicazione, figuriamoci per la casalinga di Voghera, per l’agente di commercio di Trapani o per il pizzaiolo di Aversa che ‘cazzeggiano’ su Facebook nel tempo libero.

Il caso ‘Rimborsopoli’: come i bot stanno sputtanando il Movimento Cinque Stelle

Il caso ‘Rimborsopoli‘, portato alla luce da ‘Le Iene’, sta alimentando la propaganda negativa nei confronti del Movimento Cinque Stelle.

Ai titoloni dei quotidiani pro PD-FI, alimentati dai contributi pubblici erogati dagli stessi governi che si sono alternati da ‘Tangentopoli’ in poi, si è affiancato il lavoro sporco dei bot che stanno esercitando “un’operazione psicologica” su milioni e milioni di utenti delle Rete. L’obiettivo è quello di gettare fango sull’onestà/integrità dei ‘grillini’.

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L’azione congiunta esercitata da una fetta della stampa e dai bot sta dando i suoi frutti. Molti dei post pubblicati ad hoc da questi profili automatizzati hanno creato un altissimo engagment civico, ovvero sono stati condivisi e retwittati da decine di migliaia di utenti. La condivisione massiva ha reso i post virali e di conseguenza ha propagato in maniera ‘algoritmica’ il dissenso generale nei confronti di una questione irrilevante se comparata alle inchieste e sentenze che hanno visto come protagonisti diversi esponenti delle altre liste.

L’intelligenza artificiale è riuscita per l’ennesima volta a influenzare negativamente la psiche dell’uomo, nello specifico di migliaia e migliaia di potenziali elettori che adesso, improvvisamente, ritengono inadeguati i candidati del Movimento Cinque Stelle nel ricoprire la carica di deputati e senatori.

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