Uomo contro Natura: un’era disastrosa

Dalle vittime del Vajont all’Hotel di Rigopiano

Uomo contro Natura: un’era disastrosa

Un secolo di disastri, l’ultimo lo scorso anno, a Rigopiano. L’Italia non è morfologicamente parlando il migliore dei Paesi con cui “scherzare” ed essere incauti, per la natura del sottosuolo e la varietà dei suoi paesaggi. Purtroppo, questa facile regola è stata infranta, la premessa dimenticata: così, il Belpaese, è divenuto teatro di tragiche catastrofi ambientali negli ultimi decenni. Ancora freschi nella nostra memoria, augurandoci che così resti nella mente di chi dovrà impedire che simili eventi possano accadere in futuro.

55 anni fa il disastro terribile del Vajont, una colossale frana al confine tra Friuli e Veneto che inondò l’intera diga portandosi dietro circa due mila vittime. Responsabili tutti, dai progettisti all’Enel sino al Ministro dei Lavori Pubblici. Si era nascosta la fragilità del sottosuolo sul quale si era costruito, si era volutamente celata la poca consistenza delle fondamenta, lo si è fatto per anni ed il risultato è stato terribile. Per un danno economico, non da trascurare, di oltre 900 miliardi di lire.

Esattamente un anno fa la natura tornava a ribellarsi, emanando il proprio urlo di protesta e sdegno verso quell’uomo capace di costruire un Hotel in una zona sottovalutata, per rischio frane e valanghe. Quella che cadde il 18 gennaio 2017 fu letale, per ben ventinove persone che alloggiavano e lavoravano all’interno della struttura turistica. In Abruzzo, proprio dove otto anni prima si faticava a contare le vittime lasciate dal terremoto a L’Aquila, dove ancora i superstiti attendono alloggi idonei.

Quando l’uomo non ha saputo rispettare la natura, ancor prima dei suoi simili, l’ha sempre pagata cara. Perché la sua bellezza non è immune da maltrattamenti e non smette di rammentarcelo. A noi tocca assumerci la responsabilità di ogni mattone sollevato su questa Terra, senza mai dimenticare di esserne “ospiti”.

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