Incubo sifilide a Bologna: tutto quello che c’è da sapere

Incubo sifilide a Bologna: tutto quello che c’è da sapere

E’ tornata la sifilide a Bologna. Riemersa dopo un periodo in cui sembrava svanita nel nulla: ovviamente, con essa anche altre infezioni sessualmente trasmissibili hanno fatto il loro ritorno sulle scene. Il numero di giovani, infatti, pare sia aumentato nei corridoi degli ambulatori della Dermatologia del Sant’Orsola. Dunque, oltre alla solita cautela e alle solite protezioni, il primo consiglio è quello di informarsi. Perché? Perché se ne sa davvero troppo poco.

All’inizio del nuovo secolo, erano pressoché venti i casi di infezione attiva. Col tempo si è arrivati a sessanta, salvo quindi stabilizzarsi intorno agli ottanta casi all’anno. Nell’ultimo decennio, addirittura 192 casi nel 2013, 170 nel 2014, 223 nel 2015 e 216 nel 2016.

I dati, forniti dalla responsabile del centro Malattie a trasmissione sessuale per Il Resto del Carlino, riportano inoltre un incremento dei casi riguardo agli uomini: per due terzi, difatti, il sesso incriminato è quello maschile. Di questi, il 70% è omosessuale. E’ poi capitato finanche a donne incinte che scoprono questa malattia durante i controlli nel corso della gravidanza.

Sempre secondo la responsabile, le malattie raggiungono un totale di oltre tremila pazienti all’anno e l’under 25 ha una percentuale più alta della media: addirittura il 25% riguarda un ragazzo o una ragazza alle ‘prime’ esperienze. Le visite, però, sono addirittura trentamila: dunque, c’è preoccupazione. E tanta. Ma anche prevenzione: molti giovani si presentano per fare gli esami di profilassi per le cosiddette MST. Che sia preoccupazione o semplice premura, questioni loro. In ogni caso, le strutture bolognesi riservano loro l’accesso diretto.

Come fare per prenotare una visita? Basta semplicemente presentarsi, dal lunedì al venerdì: se si è un giovane under 25, il ticket è gratuito. Per altre info, ricordarsi sempre di come si trasmettono queste patologie: per via sessuale e generalmente tramite sangue, specialmente con contatti con zone infette in caso di presenza di ferite o ulcere. Nel caso di una donna in gravidanza, è altamente probabile la trasmissione al neonato.

Ecco, se c’è un campanello d’allarme, parlatene subito con il vostro medico. Come accorgersene? Una lieve ulcera nelle parti intime, che poi scompare per poi ritornare in forma di eruzione cutanea. Può intaccare organi e persino il sistema nervoso.

Segnato tutto? L’informazione sulla sifilide è davvero poca cosa, e sembrano tornati i tempi in cui si sottostimavano i reali danni che possono fare le MST. No, non c’è da abbassare la guardia: perché il batterio del Treponema pallidum, quello che provoca la sifilide per intenderci, è tornato. E serve stare all’erta, ma senza sfociare in autocensure. Insomma, responsabili. E senza paura.

In ogni caso, l’antibiotico penicillina potrebbe arrivare in vostro soccorso. Prima van fatti i controlli, poi la diagnosi. Ma prevenire è meglio che curare, si sa.

 

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