Droni e privacy: un rapporto difficile da portare avanti

Cresce sempre più l'uso di droni per uso privato in materia di videosorveglianza, ma le borme italiane e internazionali sono difficili da conciliare con questo aspetto

Droni e privacy: un rapporto difficile da portare avanti

La vendita di droni con telecamera sta subendo un vero e proprio boom nell’ultimo periodo. Secondo i dati forniti da Gartner, quest’anno nel mondo saranno venduti tre milioni di droni, per un valore di mercato di sei miliardi di dollari. Significa un +39% in volume e +34% in valore rispetto al 2016. Crescono soprattutto le vendite dei droni per uso personale: sempre secondo la società americana, 94 droni su cento tra quelli venduti nel 2017 saranno aeromodelli.

Il mercato di questi prodotti, cresce soprattutto nel campo privato, dunque. C’è, però, qualcosa di cui in pochi tengono conto, ed è la legislazione che riguarda questo settore.

Videosorveglianza e legislazione

A Berna, ad inizio anno si è tenuta la Giornata internazionale della protezione dei dati. Uno dei temi che si è dibattuto è stato quello della videosorveglianza. In questo settore, cresce sempre più l’utilizzo dei droni con telecamere. Il rovescio della medaglia di questo sistema è che aumentano le possibilità di inquadrare estranei che non vogliono essere ripresi. Se una telecamera posta all’esterno di un’abitazione, ha, infatti, un campo visivo ristretto, un drone che sorvola una certa area, ne ha uno molto più ampio.

La legislazione in materia di privacy parla chiaro: chi viene filmato senza aver dato il proprio consenso e ritiene che la sua sfera privata sia stata violata, ha il diritto di opporvisi.

In Italia, l’Enac ha regolamentato nel 2015 l’uso dei droni in rapporto con la Privacy. Il testo prevede che, nel caso in cui le operazioni svolte attraverso un drone possano comportare un trattamento di dati personali,“tale circostanza deve essere menzionata nella documentazione sottoposta ai fini del rilascio della pertinente autorizzazione” e“Il trattamento dei dati personali deve essere effettuato in ogni caso nel rispetto del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni”.

Non si può, quindi, non tenere conto del panorama legislativo, quando si decide di acquistare un drone.

Voli autonomi e automatici

C’è un altro aspetto che va sottolineato ed è quello relativo al volo autonomo per la videosorveglianza. Con questa terminologia, come si sa, si intende un drone dove vi è la totale assenza del pilota e la completa autonomia dell’aerovelivolo nel compimento delle operazioni. Ebbene, questo tipo di sorveglianza è implicitamente (quindi non vi è un divieto vero e proprio) vietato dall’Enac per due motivi. Il primo è legale, poiché, dal punto di vista legislativo, c’è bisogno di qualcuno da incolpare per eventuali danni causati dal drone. Il secondo è tecnico: un volo senza pilota, presuppone uno standard di sicurezza elevato, impossibile da garantire al momento.

Diversa è la questione inerente i voli automatici, ovvero aerovelivoli comandati a distanza, ma capaci di volare autonomamente. Questo, perché, come detto, il pilota deve poter intervenire in ogni momento sulla condotta del drone anche quando non è più possibile riprenderne il controllo, ad esempio, per malfunzionamento.
Prima di decidere di acquistare un drone, è necessario, dunque, informarsi bene su cosa è possibile fare o meno, altrimenti si rischia di finire nei guai.

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