I Paperoni della Sanità: i medici emiliani con gli stipendi piu alti

I Paperoni della Sanità: i medici emiliani con gli stipendi piu alti

Sono i Messi della sala operatoria, i maghi del bisturi, i luminari che sanno tutto delle ossa, del cuore, della gravidanza, ai quali affidiamo la nostra vita e la nostra salute quando vogliamo essere certi che Lui è il più bravo di tutti. Hanno stipendi a sei cifre grazie a una fama costruita nel tempo, attraverso le ore di lavoro in ospedale e all’attività privata che consente di arrotondare, moltiplicare, quintuplicare lo stipendio. Sono i Paperoni della sanità pubblica bolognese – primari, universitari, specialisti – e i loro redditi, per legge, sono pubblicati dai siti delle aziende sanitarie. Molti uomini, la stragrande maggioranza in realtà, e poche donne, almeno ai piani alti, e qualcosa vorrà pur dire. A guidare la classifica del 2015 ci sono i camici bianchi del Rizzoli, ma anche i professionisti degli altri ospedali non sono da meno. Ecco un elenco dei super medici più pagati. Tutte gli importi sono al lordo delle tasse.

I primi cinque nomi, da soli, incassano nel 2015 più di tre milioni di euro. Quattro sono del Rizzoli, uno del Sant’Orsola. Da quando è in pensione lo storico luminare Giannini, tocca a Maurilio Marcacci, 68 anni, la medaglia d’oro di medico più pagato negli ospedali pubblici della città: lo stipendio normale è di 55mila euro, ciò che guadagna con la libera professione è sedici volte tanto: 890mila euro, per un totale di 945mila. Medico chirurgo laureato a Pisa, specializzato in ortopedia e chirurgia, un curriculum lungo come l’elenco telefonico, oggi nell’ordine è: direttore scientifico supplente (dopo la scomparsa di Antonio Manzoli), direttore del dipartimento patologie ortopediche, di clinica ortopedica e traumatologica, del laboratorio di biomeccanica, del laboratorio analisi. Oltre a questo, un ufficio a Villa Toniolo, dove visita in libera professione. Medaglia d’argento a Aldo Toni, che al Rizzoli dirige tra l’altro il reparto di ortopedia traumatologica e chirurgia protesica, esperto dei reimpianti di anca e ginocchio: lui si ferma a 780mila euro, di cui 646mila con l’attività libero professionale. Chiude il podio Cesare Faldini, specialista in ortopedia e traumatologia allo Ior, che dichiara 498mila euro di cui solo 72mila sono derivanti dallo stipendio. Bisogna arrivare alla casella numero quattro per spostarsi di qualche chilometro, scendere dalla collina di San Michele in Bosco e bussare alle porte del Sant’Orsola. Dove l’urologo Sergio Concetti, tra stipendio e libera professione, tocca i 465mila euro. Ma è un viaggio molto breve, perché per chiudere questa top five bisogna tornare al Rizzoli e conoscere Stefano Boriani, direttore della chirurgia vertebrale a indirizzo oncologico, che dichiara 446mila euro.

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